Luisa Muraro, femminista appassionata e fondatrice della Libreria delle Donne di Milano

Ho conosciuto il pensiero di Luisa Muraro molti anni fa attraverso" La Signora del gioco", uno dei libri che più mi hanno accompagnata nella riflessione sulla storia delle donne, sui simboli del femminile e sulle tracce che le culture lasciano dietro di sé, anche quando vengono negate, rimosse o trasformate.

In quelle pagine incontrai le figure di Diana, di Madonna Oriente, della Signora del gioco e le antiche credenze richiamate dal Canone Episcopi. Mi colpì il modo in cui Muraro interrogava queste narrazioni, cercando di restituire senso e dignità a esperienze femminili che per secoli erano state guardate soltanto attraverso gli occhi di chi le giudicava e le condannava.
Da antropologa ho sentito una particolare vicinanza a questo sguardo, attento alle parole, ai simboli, alle memorie e a ciò che la storia ufficiale spesso lascia ai margini. Per questo la sua opera è stata per me una lettura importante, capace di aprire domande e prospettive che hanno continuato ad accompagnarmi nel tempo.
Ci ha lasciato Luisa Muraro, pensatrice femminista e saggista, tra le voci più autorevoli del femminismo della differenza in Italia. Di lei restano i libri, il rigore della ricerca e la libertà di un pensiero che ha contribuito a segnare profondamente il dibattito culturale del nostro Paese.

Emerita Cretella