Donna del mare

Oceano Dentro

Tra i ciottoli bianchi di una spiaggia d’inverno
camminava una donna con lo sguardo perso verso l’orizzonte.

Cantava, forse una nenia antica,
mentre le onde ribelli le bagnavano i piedi
e il fondo delle vesti.

Cantava,
mentre lacrime di pioggia scintillavano come diamanti nel buio,
nel mistero della sua anima.

"Oceano Dentro"
Nota dell’autrice

“Oceano Dentro” non è soltanto il mare che si estende davanti agli occhi, ma quello che abita silenzioso nel cuore.
La donna che cammina sulla spiaggia d’inverno non attraversa solo la riva: attraversa se stessa.

Le onde che la sfiorano sono pensieri, ricordi, ferite, desideri. Il suo canto è un dialogo antico con ciò che brucia e ciò che salva. L’orizzonte verso cui tende lo sguardo è un confine sottile tra il passato e la possibilità di rinascere.

Il mare diventa così specchio dell’anima: profondo, inquieto, misterioso.
Ogni donna custodisce un oceano dentro di sé — a volte tempesta, a volte silenzio — ma sempre forza viva che resiste e continua a cantare.

Il canto è memoria arcaica , è gesto ancestrale femminile, è trasmissione invisibile. Nella storia culturale delle donne, la voce è spesso stata negata o silenziata ma il canto è rimasto. Il canto attraversa il dolore senza farsene schiacciare.

Emerita Cretella