Chi sono io...?

Il tempo passa, andiamo di nuovo a fare i controlli. I medici decidono di cambiare il latte che assume. Mi viene consegnato un nuovo elenco degli alimenti concessi e proibiti. Mi fido, non c'è bisogno di controllare. Se lo prescrivono i medici, chi sono io per mettere in dubbio le loro parole?

Ho scoperto con il tempo, che sono molto più importante di qualunque medico abbiamo incontrato. Sono sua madre, ma non quella che l'ha fatta nascere e basta, ma quella che ha deciso, e continua a decidere giorno per giorno, di prendersi cura di lei, che continua a fare da madre e da padre, da assistente, insegnante, amica. Che la lava, la veste, e che fino ai 18 anni le metteva il pannolino per dormire. Che ha fatto tutto il possibile perché avesse un oggi e un domani. Ho messo da parte non solo la mia vita, ma anche le esigenze di suo fratello, di due anni più piccolo.

Oggi rivedendo le foto dell'epoca dove siamo tutti e tre insieme, mi si riempie il cuore di nostalgia e di orgoglio. Nostalgia perché mi ricordo pochissimo di quei momenti, orgoglio perché nonostante tutto sono riuscita a trovare qualche spazio anche per Daniele. E vederlo sorridente in quelle foto, non ha prezzo. Sì, ho tutto il diritto di sentirmi importante, decisamente sì.

Mi sento anche molto orgogliosa di Daniele. E anche se lui non lo sa ancora, ma una volta fatti i conti con il passato, seppellita la rabbia che si porta dentro, farà tesoro anche lui di questa esperienza. E potrà essere veramente orgoglioso.

 

Krystyna Kubaczewska

 

CONFERMA DELLA DIAGNOSI: ''MIA FIGLIA AVEVA LA GALATTOSEMIA''

Condividi