In viaggio con Krystyna: Venezia

Ho promesso che avremmo viaggiato insieme. Io e Karolina non contiamo più i chilometri fatti e ogni spostamento, lungo o breve che sia, ci ha fatto a volte scoprire “cose che voi umani...”.

Vi racconto il viaggio a Venezia “Caput Mundi”. Da Padova prendiamo il treno. Ai viaggi in treno dedicherò un post a parte. Arrivate a destinazione, stazione Santa Lucia, andiamo a prendere i biglietti per il vaporetto. Non si può passare in questa città meravigliosa e non vedere una delle piazze più famose del mondo. Seguendo una bella rampa, fatta a regola d'arte, arriviamo alla rivendita dei biglietti. Ovviamente chiedo se ci sono delle agevolazioni per i disabili, ma secondo l'addetto, Karolina non ha diritto all'acquisto con la tariffa agevolata. Non importa che si muove usando il deambulatore e il casco protettivo in testa. La risposta secca è: “Hanno diritto solo quelli con la sedia a rotelle”. Silenzio in sala. Per non far assistere la ragazza alla pietosa scena sulla spiegazione di chi sono i disabili, pago il prezzo pieno e si parte. L'accesso al vaporetto non è dei più agevoli ma il peggio deve ancora arrivare. Finalmente la splendida piazza, quella che a Sansovino ha fatto pensare che il nome della città derivasse dal "veni etiam", ovvero "torna di nuovo".  Sicuramente lui non usava la sedia a rotelle. Arrivate, scopriamo che sui tre lati della stessa ci sono tre bellissimi gradini.  Manca una semplice cosa, una rampa, uno scivolo, un modo per scendere. Chiedendo alle forze dell'ordine presenti, scopro che si può accedere dal lato opposto della medesima, anche se non è segnalato da nessuna parte. Eppure siamo in una delle città più visitate non solo in Veneto o in Europa. Fiore all'occhiello del turismo italiano, città unica nella sua particolarità. Forse, no, niente "forse", è arrivato il momento di rendere questo luogo accessibile a tutti. Basta veramente poco. 

P.s. La volta successiva abbiamo portato la sedia, ma Karolina da brava anarchica che è, preferiva camminare dietro, usandola come deambulatore. Il signore dei biglietti mi ha timidamente detto che dovrebbe starci seduta sopra, ma non ha saputo specificare per quanti minuti.

 

Articolo a cura di Krystyna Kubaczewska

 

 

 

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