Storia di Chiara: “Lezioni di vita di cui fare tesoro”

Appena Chiara entrò in casa di Morena, sua cara amica da alcuni anni, e la signora Giovanna, seduta sul divano con il suo immancabile uncinetto tra le mani, s'accorse della sua presenza ci fu, come ogni volta, una simpatica esuberanza di esclamazioni e di quesiti. “Ma chi è questa bella signora?? Oh, che bel giaccone che ha!!! Lo sa che le sta proprio bene? Ma prego, s'accomodi.” E Chiara, dopo un saluto all'amica, s'apprestò a trascorrere piacevoli momenti di serenità, come capitava ogni volta che andava a trovarle. Mentre s'accomodava sul divano, accanto alla vecchia signora, puntualmente Morena esordiva “Mamma, è la mia amica Chiara. Dai che la conosci e anche da tempo. È venuta anche la scorsa settimana”. Dopo aver recepito le parole della figlia, Giovanna posava affettuosamente la mano su quella della maestra. E via, altri complimenti..... “Ah, ma è la maestra. Chissà quante cose conosce allora!!! Insegnare ai bambini è proprio importante.” Al che’ Chiara le schioccava un bacio sulla guancia dicendole “Giovanna, dammi del tu! Ci siamo sempre date del tu.” La vecchia signora “Davvero?? Non me lo ricordavo.” Successivamente a questi momenti, sempre simili, quasi una sorta di piccolo rito, il tempo si dipanava, nell'arco del pomeriggio, senza mai gettar l'occhio all'orologio.

Giovanna, nata e vissuta per lungo tempo in una piccola località dell'Appennino modenese, aveva alle spalle anni e momenti difficili, a cui si era aggiunta la perdita prematura di un figlio ormai adulto: uno tra i dolori più grandi che si possano attraversare; giunta alla soglia della veneranda età di circa 80 anni, era scesa in pianura per andare a convivere con la figlia e la sua famiglia. Ciò che Chiara notò immediatamente, la prima volta che entrò a casa loro e conobbe quindi l'anziana signora, fu la sua allegria: sì, la signora Giovanna emanava ed esprimeva, spesso canticchiando, esattamente allegria e buonumore. Non era certo esente da problemi di salute che la portavano anche ad una certa difficoltà nel camminare eppure.... esprimeva allegria. Con Chiara si stabilì da subito un'intesa dolce e divertente, un relazionarsi spontaneo che Chiara trovava naturale vivere con i vecchi, i bambini, gli animali ed una minoranza di adulti. Così fu con Giovanna.

Ritorniamo dunque a quel pomeriggio; Morena preparò il tè e si spostarono in cucina per assaporarlo comodamente e tra un dolcetto e l'altro, buonissimi, Giovanna, che Chiara aveva presto iniziato a chiamare "la mammona" raccontava alcuni ricordi del suo lungo passato, a volte ripetendo più volte le stesse cose ma che importava....... c'era tanta umanità in quei momenti inframmezzati da qualche cantatina accompagnata da risate di vero gusto. Chiara leggeva, negli occhi dell'anziana, la grande fatica di una vita difficile e la sua innata dolcezza e bontà. Poi tornavamo in sala e lei mi mostrava i suoi lavoretti all'uncinetto, presine di varie forme e di colori combinati insieme che le rendevano deliziosi manufatti artigianali; Chiara, tuttora, conserva quelle che la madre di Morena le regalò. Quel pomeriggio, come le altre volte, il tempo volò, come si suol dire. Arrivò il momento dei saluti. “Abiti lontano? Ah.... ma hai la macchina. Torna presto a trovarci.” Uno scambio di baci e di sorrisi e poi Chiara s'apprestò a tornare a casa. Da poco più di un anno la mammona è in un'altra dimensione, fisicamente lontana. In quello spazio senza tempo in cui si ritrovano le creature che lasciano questa terra. Quei momenti vissuti con lei restano, preziosi, in quel grande forziere che racchiude il passato di Chiara. Il passato di tutti.

Desidero concludere questa storia, che non sembra presentare le caratteristiche di una fiaba, con un desiderio, una speranza, un suggerimento che, in questo nuovo anno appena sbocciato, potrebbe far sì che si vivessero favole nuove, inedite, apparentemente episodi di vita normalissimi ma, in realtà, densi di quell'alone di umanità e di semplicità che riscontro carente: così come Chiara, in quei pomeriggi, non notava il tempo che scorreva e s'accorgeva invece, nello sguardo di Giovanna, di infiniti frammenti di vita e di sentimenti, cerchiamo di porci in tal modo nei confronti di chi è disposto ad esporci la sua autenticità. Guardandoci veramente negli occhi.

 

Racconto a cura di Daniela Minozzi

 

STORIA DI CHIARA: ”HO SENTITO LE URLA E MI SONO PRECIPITATA DAL PICCOLO”

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