Pallavolista incinta licenziata

Una vicenda scottante quella di Lara Lugli, la pallavolista di Carpi non pagata dal Volley Pordenone dopo la rescissione del contratto per una gravidanza e poi citata dalla stessa società. Si parla di grave inadempimento contrattuale che avrebbe creato ingenti danni sia sportivi che economici, proprio come a paragonare la gravidanza a un comportamento illecito e dannoso.

La questione finisce sul tavolo di Draghi con una lettera indirizzata a lui, alla sottosegretaria allo Sport Valentina Vezzali e ai ministri di Giustizia e di Pari Opportunità e Famiglia da parte del gruppo European Women For Human Rights che denuncia come incostituzionale una clausola contrattuale che utilizzi la gravidanza quale giusta causa di risoluzione di un contratto, anche di tipo sportivo, o che contempli la maternità quale convenzione ad escludendum. Sono stati molti i gesti di solidarietà, anche da parte di personaggi delle Istituzioni e di colleghi uomini, e il caso ha avuto una risonanza internazionale.

"Noi European Women For Human Right - si legge in una lettera rivolta al premier Draghi, alla sottosegretaria allo Sport Valentina Vezzali e ai ministri di Giustizia e di Pari Opportunità e Famiglia - riteniamo incostituzionale una clausola che indica lo stato di gravidanza o la maternità quale giusta causa di risoluzione di un contratto, anche di tipo sportivo".  "Vogliamo commentare con le parole di Aldo Moro - prosegue la lettera appello - Non si tratta soltanto di riconoscere i diritti naturali alla famiglia, ma di riconoscere la famiglia come società naturale, la quale abbia le sue leggi ed i suoi diritti di fronte ai quali lo Stato, nella sua attività legislativa, si deve inchinare".

Lara è decisa ad andare fino in fondo, vuole quello che le spetta per il suo lavoro.

Il prossimo 18 maggio ci sarà l’udienza in Tribunale per la causa intentata dal Volley Pordenone e il giudice valuterà le due posizioni.

 

Articolo a cura di Lucia Ottavi

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