Andrea Devicenzi: “Per quanto il mondo sia pieno di sofferenze è altrettanto ricco di possibilità di superarle”

“Per quanto il mondo sia pieno di sofferenze è altrettanto ricco di possibilità di superarle”

È con questo suo pensiero che voglio iniziare a raccontarvi la storia di Andrea Devicenzi.

La sua non è una favola inventata, non è un'avventura che si legge sui libri illustrati e che si racconta ai bambini per riempire la loro notte di bei sogni.

Dovrebbe esserlo.

Quella di Andrea è una storia che cammina, una storia che corre, una storia che ti aspetta.

Quella di Andrea è la storia di un uomo in viaggio con una gamba sola.

Andrea ha 17 anni quando in seguito ad un incidente stradale gli viene amputata la gamba sinistra fino alla coscia.

Per due volte rischia di morire, per due volte viene rianimato.

Andrea è un lottatore, lui vuole vivere.

È un ragazzo atletico, fa canottaggio, si allena tutti i giorni, il suo è un fisico forte.

Sogna una carriera sportiva, si è prefissato traguardi notevoli da raggiungere.

Quando si sveglia dall'anestesia si rende conto che nulla sarà più come prima.

Gli obiettivi che Andrea aveva, i suoi sogni, non ci sono più.

Lo specchio gli  restituisce un 'immagine che fatica a riconoscere.

Paura, sconforto, disperazione.

Immaginate di essere lui.

Immaginate di avere 17 anni, di avere dei progetti, di essere sani, sportivi, di essere già sulla strada del vostro futuro.

Immaginate di essere felici.

Adesso aprite gli occhi.

Guardate in basso nel letto.

Il vostro corpo non è più lo stesso.

A sinistra dove prima c'era la vostra gamba, ora c'è solamente il vuoto.

Quello che prima era un gesto spontaneo, normale, ora è qualcosa che vi dovete conquistare.

Adesso pensate di alzarvi.

Andrea lo ha fatto e da allora non si è più fermato.

Accettazione, fatica, lavoro, coraggio sono parole delle quali conosce molto bene il significato.

Lo sport l'ha sempre aiutato e continua a farlo. È nello sport che Andrea trova le sue soddisfazioni, affronta le sue sfide e le vince.

Nel 2009 in sella ad una bicicletta inizia a guadagnare i punti per partecipare alle olimpiadi, è così vicino al suo traguardo da poterlo quasi toccare, ma il destino si mette di mezzo e per cause di natura medica Andrea decide di non partecipare.

La sua salute viene prima di tutto.

Nel 2010 la volontà di Andrea lo porta a dare vita ad un progetto “Oltre le barriere”.

Gli ostacoli più difficili da superare sono quelli creati dalla nostra mente.

Bisogna prima di tutto vincere la lotta con se stessi.

È con questo spirito che Andrea decide di partire e in completa autonomia percorre in bicicletta  la strada dei 5000 che da Manali porta a Leh in India.

Attraverso strade dissestate,,disseminate di mille ostacoli, raggiunge un 'altezza che non era mai stata di nessun amputato prima di lui.

Lassù a 5600 metri di altitudine, ad Andrea scende l'emozione dagli occhi mentre ringrazia la sua famiglia. Lontano da casa, dai suoi affetti, ha combattuto e ha vinto la sfida con se stesso.

Le lotte di Andrea però non sono solo le sue, la sua forza è nel condividere i suoi traguardi con  le persone che hanno bisogno di credere che tutto sia possibile.

Con il suo sudore, la sua fatica, il suo dolore, la tenacia, vuole ridare a chi l'ha persa, la forza di credere nei propri sogni.

Non importa quali siano, non importa quanto distante possa essere l'obiettivo da raggiungere, Andrea combatte per restituire a chi ha dimenticato cosa sia, la fiducia nella vita.

Sa anche che la forza fisica non basta da sola ad arrivare dove si vuole andare, serve di più , serve lo spirito giusto, la tenacia, serve la determinazione.

È la combinazione di tutti questi fattori che lo porta un anno dopo l'India ad essere anche  il primo amputato a portare a termine la più famosa randonnè al mondo; la Parigi Brest Parigi.

Nel 2011 Andrea in sella alla sua bicicletta, supportato dal suo team formato da quattro persone, arriva al traguardo in sole 72 ore.

Al suo seguito, lo staff è diventato ormai un gruppo di persone amiche.

Andrea combatte le sue battaglie e regala la sua felicità.

Al suo collo pende la medaglia di bronzo ottenuta ai campionati europei di Paratriathlon in Israele nel 2012 e nel 2013 conquista quella d'argento con la maglia della Nazionale di Paratriathlon in Turchia.

Un anno dopo decide di intraprendere una carriera diversa.

Ora Andrea viene chiamato nelle scuole, nelle ditte, in ogni posto dove si capisca l'importanza di insegnare la determinazione, la costanza nel conseguire i propri obiettivi, la forza di vincere qualsiasi ostacolo.

Andrea trasmette ciò che lui ha imparato da se stesso.

È un Performance Coach e Formatore Esperienziale

“Nella vita tutti perdiamo qualcosa, l'importante è farsi una ragione di quello che ci viene portato via in favore del miglior utilizzo di quello invece che ci rimane.

Nessuno può rubarci i sogni , a volte bisogna modificare i propri obiettivi, ma mai si deve smettere di sognare.

Ogni giorno rappresenta una nuova possibilità, ogni giorno è una nuova scoperta e non è certo il numero delle gambe che si possiedono che ci definisce come persone.”

Ascoltare le sue parole, mi emoziona, mi sprona a fare di più, ad andare sempre avanti.

 “A piede” come lui è solito dire, ha fatto tantissimi cammini.

Con l'aiuto delle stampelle è partito da solo da Lima ed è arrivato dopo più di mille chilometri a Cusco. La sua è una costante ricerca di energia.

Ha percorso la via di San Francesco, la Parma – Assisi, il cammino del Po …

Andrea è un uomo, un atleta in continua crescita, in costante evoluzione.

La prossima avventura sta per iniziare...

L' 8 luglio partirà  in sella alla sua bicicletta e  percorrerà gli oltre 2000 chilometri che gli permetteranno di compiere l'intero giro dell'Isola.

Un viaggio in tenda e sacco a pelo, attraverso mille ostacoli da superare, centinaia di emozioni da provare.

Potremmo essere con Andrea in ogni momento, attraverso i suoi video, le fotografie.

Potremmo godere delle sue gioie, condividere la sua fatica, pedalare insieme, fino ad arrivare con lui al 31 Luglio, data che segna il traguardo di questa sua nuova impresa.

Andrea ci aspetta al suo fianco per ricordarci sempre di “Credere all'impossibile”.

Pronti.

Partenza.

Via.

 

Articolo a cura di Viviana Donadello

 

 

 

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