La pandemia della violenza

Carlotta Benusiglio, trovata impiccata con una sciarpa ad un albero nel parco di Piazza Napoli a Milano. Carlotta aveva soltanto 37 anni. Pamela Mastropietro, uccisa e fatta a pezzi, probabilmente dopo aver subito una violenza sessuale. I suoi resti sono stati trovati in due valigie abbandonate nelle campagne marchigiane. Pamela aveva soltanto 19 anni. Laura Petrolito, uccisa a coltellate e gettata in un pozzo dal compagno, aveva soltanto 20 anni. Alessia e Martina Capasso, uccise dal padre mentre dormivano nel loro lettino a Cisterna di Latina. Alessia aveva solo 13 anni e Martina 7 anni. Jessica Valentina Faoro uccisa con 85 coltellate da un tranviere nella casa in cui la ospitava insieme alla moglie. Si era ribellata alle sue avance. Jessica aveva soltanto 19 anni. Noemi Durini uccisa a pietrate dal suo fidanzato, un anno più grande di lei. Noemi aveva soltanto 16 anni. Elena Ceste uccisa dal marito. La causa della morte è da ricondurre a un'asfissia. Elena aveva soltanto 37 anni. Roberta Ragusa uccisa dal marito. Roberta aveva soltanto 44 anni. Simonetta Cesaroni uccisa brutalmente a coltellate dopo un tentativo di approccio sessuale, 29 coltellate inferte da un assassino ancora sconosciuto. Simonetta aveva soltanto 19 anni. Rosaria Lopez e Donatella Colasanti, 48 ore di indicibili violenze, torturate all'interno della villa a San Felice. Rosaria aveva soltanto 19 anni e Donatella 17.                           

Melania Rea uccisa con 35 coltellate dal marito. Morta per anemia emorragica acuta e abbandonata nel bosco delle Casermette a ripe di Civitella. Ha lottato aggrappandosi al terreno come se fosse la sua ultima speranza di vita. Presentava ferite di arma da taglio e una siringa conficcata sul suo corpo. Melania aveva soltanto 28 anni. Sara Di Pietrantonio, strangolata dal fidanzato e data alle fiamme. Fu trovata carbonizzata in via della Magliana a Roma. Sara aveva soltanto 22 anni. Lorena Quaranta, strangolata dal fidanzato al termine di una lite, iniziata e terminata poi in tragedia. Lorena Aveva soltanto 27 anni. Jessica Novaro uccisa dall'ex amante della madre. Lui ha estratto la pistola, l'ha appoggiata sul seno di Jessica e poi ha premuto il grilletto. Il proiettile è fuoriuscito, più in basso, dal fianco sinistro. È morta dopo essersi trascinata fuori casa in cerca di aiuto. Jessica aveva soltanto 29 anni. Yara Gambirasio, uccisa a colpi di spranga sul corpo, un trauma cranico, una profonda ferita al collo, e almeno sei ferite da arma da taglio sul corpo. Si ipotizza che la morte sia sopraggiunta in un secondo momento, a causa del freddo e dell'indebolimento dovuto alle lesioni. Yara aveva soltanto 13 anni. Sarah Scazzi, strangolata con una corda dalla cugina, a causa della gelosia, e dalla zia. Sarah aveva soltanto 15 anni. Chiara Poggi, uccisa dal fidanzato. È stata colpita alla testa e al viso 10-15 volte con un corpo contundente. Ha subito una lenta agonia. Morta per "lacerazione dell'encefalo contestuale allo sfondamento del cranio". Chiara aveva soltanto 26 anni. Eligia Ardita, uccisa dal marito al culmine di una lite scoppiata nell'appartamento della coppia. Eligia portava in grembo la piccola Giulia. Incinta all'ottavo mese di gravidanza, morta tra atroci sofferenze, soffocata tappandole la bocca, perché non urlasse e percuotendola. Giulia che pesava già quasi 3 kg nel suo pancione non ha mai visto la luce del sole. Eligia aveva soltanto 36 anni. Giulia non è mai nata. Valentina Salamone, uccisa dall'amante sposato. E’ stata appesa con un cappio alla gola a una trave. Valentina aveva soltanto 19 anni. Roberta Siragusa, uccisa dal fidanzato. Il suo corpo dilaniato, bruciato in parte, è stato trovato in fondo ad una scarpata. Roberta aveva soltanto 17 anni. Federica Mangiapelo, uccisa dal fidanzato. È stata ritrovata sulla riva del Lago di Bracciano. Prima di ucciderla l'aveva già picchiata, segregata e tormentata con la folle richiesta di suicidarsi insieme. Le ha tenuto la testa sott'acqua. Federica Aveva soltanto 16 anni.            

Ecco, questi non sono soltanto alcuni “numeri” da dimenticare, ma rappresentano silenzi strazianti, dolore insormontabile, orrore assoluto. Anch’io potevo essere una di loro, sono una sopravvissuta e oggi sono qui per aiutare le donne vittime di violenza.

 

Articolo a cura di J.M.

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