Dora Richter: “Nascere in un corpo prigione”

Una prigione, questo era per Rudolph Richter, il corpo nel quale era costretto.

Rudolph nasce nel 1891 in una famiglia povera, i suoi genitori sono umili contadini.

Il sesso che lo definisce fa sentire Rudolph sempre sbagliato e all'età di sei anni tenta di tagliarsi ciò che lo rende maschio.

Lo fa usando un laccio emostatico.

La sua famiglia cerca di comprendere il suo disagio e permette al figlio di portare abiti da donna.

Siamo in Germania, in un piccolo paese dei monti metalliferi, Dora (Il nome che Rudolph sceglie per se stessa) inizia ad esprimere l'unica identità alla quale sa di appartenere.

Per poter lavorare, indossa il suo essere nata maschio, fa il cameriere negli hotel di Berlino durante la stagione estiva.

Per il resto dell'anno indossa abiti femminili, libera la sua vera natura.

Dora però viene più volte arrestata con l'accusa di travestimento, gettata in prigione, in celle riservate ai maschi.

Dopo aver scontato l'ennesima pena detentiva, un giudice capisce le difficoltà di Dora e la affida al dottor Magnus Hirschfeld, chirurgo che gestisce un centro di ricerca sessuale.

Dora si trasferisce nella struttura gestita dal Dottor Hirschifled, dove viene impiegata come domestica e ottiene dalla polizia il permesso di vestire abiti femminili.

L'istituto di ricerca sessuale ospita tanti altri nella sua stessa condizione, è uno dei pochi, se non il solo posto dove alle persone come Dora venga permesso di lavorare.

Nella repubblica liberale di Weimar, l'Istituto per la ricerca sessuale, diventa un centro d'accoglienza per tutti coloro che non si sentono a proprio agio nel loro corpo.

Nel 1922 Dora viene sottoposta a orchiectomia, un'operazione che consiste nella rimozione dei testicoli, il suo percorso di cambiamento di sesso viene seguito dallo psichiatra Felix Abram che si occupa di annotare e valutare anche l'effetto dell'operazione sulle forme del corpo di Dora.

 Nel 1931, ben nove anni dopo la prima, Dora si sottopone ad altre due operazioni; la penectomia e dopo qualche mese le viene innestata una vagina artificiale.

Secondo i documenti ufficiali, Dora è la prima persona a subire il procedimento di cambio di sesso.

Tutto è in fase sperimentale, ma il successo dell'operazione attira all'Istituto molte persone tra le quali anche Lili Elbe (la sua storia è raccontata nel film The Danish Girl).

Nella pellicola si racconta che sia stata Lili la prima a sottoporsi alla procedura per il cambio di sesso, ma in realtà fu Dora.

Nel 1933 l'Istituto è attaccato da una folla di studenti, i registri vengono dati alle fiamme.

Dopo l'assalto all'Istituto le tracce di Dora si perdono.

Si racconta la possibilità che sia stata fatta prigioniera e sia morta in carcere o che sia stata una delle vittime dell'attacco all'Istituto.

Forse non sapremo mai come è morta, ma sappiamo com'è vissuta.

Lottando per il suo diritto di essere se stessa.

 

Articolo a cura di Viviana Donadello

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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