Maria Montessori, la donna che cambiò la vita dei bambini

Maria Tecla Artemisia Montessori nasce a Chiaravalle, in provincia di Ancona, il 31 agosto 1870 da Alessandro, di nobile famiglia bolognese e Renilde Stoppani, appartenente a una famiglia di proprietari terrieri. Ma fondamentale, nella sua formazione, è la figura dello zio materno, Antonio, geologo e naturalista, punto di riferimento per l’avvio agli studi e per la sua conoscenza dell’epoca.

A causa del lavoro del capofamiglia, la famiglia si trasferisce a Firenze e poi nel 1875 a Roma, dove nel 1883 Maria si iscrive alla Regia Scuola Tecnica Michelangelo Buonarroti, prende la maturità e prosegue gli studi al Regio Istituto Tecnico Leonardo da Vinci.

Nel 1890 si iscrive all’Università di Roma al corso di laurea in Fisica, Matematica e Scienze Naturali per essere ammessa, due anni dopo, alla facoltà di Medicina.

Nel 1894 è vincitrice del premio che la fondazione Rolli concede ogni anno a uno studente di Medicina e inizia l’esperienza pratica in diversi ospedali tra cui, nel 1895, nella Clinica Psichiatrica di Roma dove incontra Giuseppe Ferruccio Montesano, con cui comincia una relazione e da cui nel 1898 avrà un figlio, Mario, partorito di nascosto e poi affidato a una famiglia laziale a cui passava le spese di mantenimento, soprattutto per l’istruzione.

Si laurea nel luglio del 1896, una delle prime donne (la terza) a laurearsi alla facoltà di Medicina, con una ricerca condotta insieme a Sante De Sanctis. Ma la sua attività sarà poliedrica: medico, educatrice, pedagogista, filosofa, scienziata e neuropsichiatra infantile.

Comincia a lavorare come assistente all’Ospedale S. Giovanni, esercita privatamente e continua il suo lavoro alla clinica psichiatrica con De Sanctis e Montesano.

Nel 1898, al Congresso pedagogico, il suo discorso collega per la prima volta la medicina alla pedagogia. Maria sostiene che i bambini ritardati hanno la necessità di un apprendimento specifico.

Nel 1899 diventa membro della Theosofical Society, entra nel Comitato Direttivo della Lega per i diritti delle donne e assieme al Montesano assume la direzione della Scuola Magistrale Ortofrenica di Roma. Ma nel 1901 rompe definitivamente con lui e lascia sia la Lega che la scuola.

Continua comunque il suo percorso come insegnante all’Istituto Superiore del Magistero Femminile di Roma e all’Università di Roma e nel gennaio del 1907 apre la prima Casa dei Bambini a S. Lorenzo, a cui successivamente ne seguiranno molte altre. Nel 1910 si costituisce la prima Società Montessori a Roma, poi a Milano e Napoli.

Nel 1913 si svolge il primo Corso internazionale del Metodo Montessori e Maria parte per gli Stati Uniti per mostrare il suo lavoro. Nello stesso anno Maria compare nella vita di Mario, quattordicenne, spacciandosi per una zia. A causa della morte improvvisa della famiglia adottiva, viene dato a lei l’incarico di tutrice legale e, due anni dopo, lo porta con sé in America dove avrebbe dovuto dimostrare il suo Metodo alla Panama-Pacific International Exposition di San Francisco. Alla fine dell’anno muore il padre e Maria torna in Europa, stabilendosi a Barcellona, mentre Mario rimane negli Stati Uniti. La raggiungerà un paio d’anni dopo, a seguito di un matrimonio fallito.

Nel 1926 organizza il primo corso di formazione nazionale in Italia, ma nel 1934 ‒ nonostante un’iniziale interesse per il suo Metodo da parte del regime fascista ‒ è costretta a lasciare l’Italia e vengono chiuse tutte le scuole con il suo Metodo, anche in Germania. Se ne torna in Spagna, ma nel 1936, con la guerra civile, deve scappare. Si rifugia in Inghilterra e poi in Olanda. L’anno dopo la raggiunge Mario e insieme nel 1939 andranno in India, dove furono internati perché provenienti da un paese straniero, e solo nel 1946 riesce a tornare in Olanda. L’anno dopo torna in Italia, poiché viene invitata dal governo a ristabilire l’Opera Montessori e a riorganizzarne le scuole.

Nella sua vita Maria è stata anche scrittrice e ha esposto i suoi metodi e i suoi principi in numerosi libri. In particolare Il metodo della pedagogia scientifica del 1909 sarà tradotto in numerosissime lingue e darà al metodo Montessori una risonanza mondiale.

Il 6 maggio 1952, mentre si trovava a Noordwijk, in Olanda, a casa di amici, le sue condizioni peggiorano e la coglie un’emorragia celebrale. Viene sepolta a Noordwijk sulle dune, in direzione del mare. La sua opera continua a vivere attraverso le centinaia di scuole istituite a suo nome in tutto il mondo. L’epitaffio sulla sua tomba recita: “Io prego i cari bambini, che possono tutto, di unirsi a me per la costruzione della pace negli uomini e nel mondo”.

 

Articolo a cura di Elisa Stefania Tropea

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