Myriam Costa, ricordi di una vita

Nella foto Myriam Costa e il Dott. Christiaan Barnard, chirurgo e accademico sudafricano, assurto a fama mondiale per aver praticato il primo trapianto di cuore della storia della medicina.

 

Lei è Myriam Costa (1922-2016)

Perché raccontare di lei?

Perché era mia zia ed è stata una colonna portante della mia vita. Fin da piccola mi ha insegnato valori importanti, oltre che nozioni di cultura generale che sono serviti nella mia formazione umana e professionale. La sua era un’educazione d’altri tempi. Trascorrere pomeriggi in sua compagnia mi ha avvicinata all’Arte, alla Musica, alla Letteratura ed iniziavo a desiderare di apprendere quanto più era possibile, considerando sempre “di non sapere”.
Myriam Costa nasce nel lontano 1922 in un piccolo paese in provincia di Vicenza da una famiglia benestante. Dopo qualche anno, per motivi di lavoro del padre, la famiglia si trasferisce in Francia, dove mia zia rimane fino all’adolescenza. Si diploma all’Istituto Magistrale e si iscrive all’università Ca’ Foscari di Venezia con grandi sacrifici, raggiungendo a piedi la stazione anche sotto la neve, lavorando di giorno e studiando di notte. Spesso la mia bisnonna la trovava addormenta all’alba piegata sulla scrivania.
Ben presto ottiene piccoli lavori come pubblicista e poi come giornalista su varie riviste, da “Alba” ( molto in voga negli anni ‘50 - ’60 e rivolta ad un pubblico prettamente femminile) a Famiglia Cristiana, dove è stata assunta come giornalista.
Scrive libri, romanzi per diverse case editrici. Una delle sue più brillanti pubblicazioni è sicuramente “I grandi Bambini”, opera in due volumi, che riscuote un notevole successo per i contenuti inediti sulla fanciullezza ed adolescenza di grandi personaggi, quali Leonardo Da Vinci, Dante Alighieri, Giotto, Michelangelo, Santa Caterina da Siena, Ada Negri, Tiziano, Grazia Deledda, Gioacchino Rossini e altri. Inoltre, per lei il celebre artista ed illustratore Sergio Toppi realizza splendide immagini.
La sua vita è piena di soddisfazioni, partecipa come inviata speciale ad importanti eventi come il Premio Campiello, Premio Strega, è ospite d’onore e madrina in molte Mostre di Arte Moderna e Contemporanea, incontra ed intervista artisti e personaggi di grande fama.

I pomeriggi passati con lei erano incantevoli. I suoi doni li conservo gelosamente, tra questi un libro nel quale ha raccolto le sue lettere. Ho ancora in mente il giorno in cui ho sfogliato le pagine di quel testo a lei tanto caro, è stata una grande emozione leggere i nomi dei suoi più cari amici: Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti, Salvatore Quasimodo, Pietro Annigoni, Bruno Cicognani, Christian Barnard (quest’ultimo è stato il primo cardiochirurgo ad eseguire un trapianto di cuore oltre 50 anni fa). Zia Myriam intratteneva rapporti di cordiale e rispettosa amicizia con i grandi del ‘900 sui cui testi io preparavo la mia maturità liceale.

C’è un ricordo che ancora ho in mente, nonostante sia passato tanto tempo, un bellissimo pomeriggio di fine estate a Forte dei Marmi. Ero molto piccola, la zia era stata invitata per un tè nella villa al mare del Maestro Bruno Cicognani. Rammento ancora le tazze da tè di fine porcellana, decorate con un filo dorato, ciascuna di un colore diverso. Il Maestro Cicognani, ormai ultranovantenne, era seduto in disparte. La sua folta e lunga barba mi incuriosiva. Mi avvicinai a quel gentile ed elegante signore che mi sorrideva.
Mi chiese se conoscevo le sue storie (non potevo, ero troppo piccola). Gli risposi che non le conoscevo ma che avrei potuto raccontargli la mia “novellina”. Così feci, seduta sulle sue ginocchia e sussurrando al suo orecchio, perché non sentiva bene, gli raccontai la mia prima novella. Rimase ad ascoltarmi divertito e non si spiegava come una bambina così piccola potesse avere tanta fantasia. Questa esperienza, come altre che solo dopo molti anni ho iniziato ad apprezzare, è stata possibile grazie a quella parte di mondo intellettuale che ho vissuto grazie a zia Myriam.

Myriam Costa è anche citata nel Dizionario delle Scrittrici Italiane Contemporanee edito nel 1957.

Grazie zia Myriam.

 

Articolo a cura di Matilde Tasselli

 

Condividi