Covid-19, dati Istat ed occupazione: chi paga le conseguenze? LE DONNE!

L’Istat ha pubblicato la nota sull’occupazione del mese di dicembre 2020, pubblicata il 1° febbraio 2021, la quale segnala che, nonostante il blocco dei licenziamenti previsti fino al 31 marzo 2021, su 101mila lavoratori che hanno perso il lavoro a dicembre (-0,4% rispetto a novembre), ben 99mila sono donne e solo 2mila sono uomini. Nello specifico, l’Istat specifica che la diminuzione dell’occupazione (-0,4% rispetto a novembre, pari a -101mila unità) coinvolge le donne, i lavoratori sia dipendenti sia autonomi e caratterizza tutte le classi d’età, con l’unica eccezione degli ultracinquantenni che mostrano una crescita; sostanzialmente stabile la componente maschile.

A dicembre, il numero di inattivi cresce (+0,3%, pari a +42mila unità) tra donne, 15-24enni e 35-49enni, mentre diminuisce tra gli uomini e le restanti classi di età. Il tasso di inattività sale al 36,1% (+0,1 punti).

Da ciò si deduce che a dicembre 2020 l’occupazione torna a diminuire, interrompendo il trend positivo che tra luglio e novembre aveva portato a un recupero di 220 mila occupati; il calo occupazionale è concentrato sulle donne e coinvolge sia i dipendenti sia gli autonomi. Inversione di tendenza anche per la disoccupazione che, dopo quattro mesi di progressivo calo, torna a crescere portando il tasso al 9%. I livelli di occupazione e disoccupazione sono inferiori a quelli di febbraio 2020 - rispettivamente di oltre 420 mila e di quasi 150 mila unità - e l’inattività risulta superiore di oltre 400 mila unità. Rispetto a febbraio 2020, il tasso di occupazione è più basso di 0,9 punti percentuali e quello di disoccupazione di 0,4 punti.

Quando sono stati pubblicati questi dati, seriamente c’era da pensare che ci fosse stato un grande errore di stampa. Il 98% di chi ha perso il lavoro è donna!!! No, non è possibile, non può essere vero …  Invece, è vero! Il Covid-19 ha ucciso il lavoro, ha ucciso il proprio posto di lavoro, quello a cui ci si prepara con dedizione, con serietà, con studio e con sacrifici ... solo che il Covid-19 non è stato equilibrato, no come una mannaia ha fatto in mille pezzi il lavoro delle donne, si di noi Donne!!!
Su 100 persone che hanno perso il lavoro, 98 sono donne. Non è uno scherzo, ma una vera amara verità!

Perché questo?

La risposta va ricercata spalancando le “porte della storia” di lavoratrici ... e di come la piramide del potere lavorativo abbia ancora il DNA al maschile. Si può affermare con grande tristezza che anche il Covid-19 fa discriminazioni di genere, ma non per colpa sua, ma ancora una volta per colpa del nostro sistema lavorativo maschilista. Non c'è bilanciamento, non c'è parità, non c'è uguaglianza, non c'è ex aequo tra i sessi, ma un profondo dislivello tra loro per potere e per livello lavorativo.

Sicuramente nel 98% che ha perso il lavoro per il Covid-19 ci sono le donne con funzioni di cameriere nei ristoranti, bar, alberghi, Spa, pizzerie, ville per matrimoni e cerimonie, guide turistiche, badanti, colf, baby sitter, ecc…

Lavori che sembrano ad occhi poco attenti senza “particolari blasoni”, invece sono per chi va oltre le apparenze e gli stereotipi, sono lavori che rappresentano il motore trainante per far vivere la nostra società. Immaginiamo un mondo senza queste figure, sarebbe un mondo monco, scarso e non funzionale ... eppure queste sono le prospettive.

Forse dovremmo tutti fermarci a pensare e riflettere: non può esserci mondo lavorativo senza le donne, non può esserci successo e creatività senza chi si sacrifica con tutta l'anima prima in famiglia e poi sul campo di battaglia del lavoro ... e si le donne sono guerriere con l'armatura, fatta di ferro, le quali riusciranno a vincere anche questa “guerra”.

 

Articolo a cura dell’Avv. Rocchina Staiano

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