Legge di Bilancio 2021: come impatta su donne e famiglie

La Legge di Bilancio per il 2021 ha previsto una serie di interventi per sostenere le famiglie, i cittadini e le cittadine e il sistema delle imprese.

Quali sono le novità più rilevanti per la famiglia?

Nel fondo per la Famiglia (comma 1 art.19 della legge n. 248/2006) è previsto uno stanziamento di 500 mila euro in più per il 2021 per l’assistenza di genitori che hanno subito gravi disagi psicologici e/o sociali in seguito alla morte di un figlio e per sostenere il rientro al lavoro delle mamme dopo la maternità.

Rilevanti le risorse destinate ad incrementare il Fondo per il riconoscimento dell’attività di cura non professionale svolta dai/dalle caregiver familiari. E’ stato anche stabilito un contributo per sostenere le madri sole con figli, l’incremento del Fondo per l’assistenza ai bambini oncologici e del Fondo di solidarietà comunale in relazione all’aumento del numero di posti per gli asili nido.

È previsto anche l’aumento del congedo obbligatorio di paternità, dagli attuali 7 a 10 giorni, in linea con la direttiva UE sul work life balance, un intervento che riteniamo assolutamente discutibile e non adeguato alla vera promozione della condivisione del lavoro di cura tra uomini e donne.

Le azioni previste per le imprese femminili si rivelano interessanti ma sostanzialmente troppo esigua è la dotazione finanziaria prevista, circa 20 milioni di euro all’anno.

Gli interventi rivolti alla formazione in favore della diffusione della cultura imprenditoriale e delle competenze digitali, nonché di orientamento e sensibilizzazione delle ragazze verso percorsi di studio in materie STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), sono interessanti e buona la dotazione.

Altrettanto interessante è l’istituzione presso il Ministero dello Sviluppo Economico di un Comitato che sarà definito Impresa Donna che ha lo scopo di creare progetti, programmi e verifica degli interventi a sostegno dell’imprenditorialità femminile.

Abbiamo visto positivamente l’istituzione del Comitato, come Stati Generali delle Donne, e tutto sommato il pacchetto previsto nella Legge per il 2021 per le imprese femminili risponde alle richieste che in questi mesi abbiamo avanzato.

Per quanto riguarda il rilancio dell’occupazione femminile, le misure previste sono assolutamente insufficienti e non rispondono alla nostra richiesta di creare un vero Piano Nazionale per l’occupazione femminile. Si tratta solo di misure spot che non porteranno benefici alle donne disoccupate. E’ infatti previsto uno sgravio contributivo del 100% per le assunzioni nel biennio 2021-2022, ma la misura è temporanea e quindi inefficace allo scopo.

E’ stato anche istituito un Fondo per la parità salariale per eliminare le differenze di genere in materia di retribuzione.

Fondamentali per il raggiungimento dell’uguaglianza di genere, le misure tese a favorire l’accesso ai diritti e ai servizi per la salute sessuale e riproduttiva che l’attuale crisi sanitaria sta facendo emergere più prepotentemente, tra i quali fondi per il sostegno allo studio, alla ricerca e alla valutazione dell’incidenza dell’endometriosi e quelli per consentire l’accesso alle prestazioni di cura e diagnosi dell’infertilità e della sterilità. 

 

Articolo a cura di Isa Maggi

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