Cosa c'è dietro la morte annunciata di Thomas Valva

Un sistema giudiziale di affido dei minori in grave crisi e forse anche un giro di pedopornografia e sfruttamento sessuale dei minori.

A 31 anni dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza,  adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989,  voglio raccontare la storia  di Thomas, che fino all'ultimo aveva chiesto aiuto, tramite la mamma,  rimanendo tuttavia inascoltati entrambi: scrivo questa storia  affinché la sua memoria rimanga viva e perché  il suo grido di aiuto continui a rimbombare nelle nostre coscienze, fino al momento in cui non ci ergeremo tutti per dire "BASTA" al sistema giudiziario che ha decretato dapprima la prosecuzione degli  abusi che egli subiva, poi anche la sua morte.

Solo un anno fa Thomas Valva era ancora vivo e da poco aveva compiuto 8 anni: il suo ultimo anno di vita prima di venire ucciso dal padre Michael Valva. 

Un anno fa Thomas avrebbe potuto ancora essere salvato, se solo il Giudice della Contea di Nassau e poi quello della Corte  di  Suffolk (NY- USA), gli assistenti sociali, i medesimi avvocati, il tutore di Thomas e dei suoi fratelli, i periti coinvolti nel procedimento giudiziale sul loro  affido,  e se il Procuratore distrettuale di Suffolk, al quale la madre di Thomas aveva presentato due denunce per maltrattamenti fisici e psicologici dei figli, l'avessero ascoltata e avessero indagato, prima di tutto interrogando  Thomas ed i suoi fratelli.

Ma fare Giustizia e proteggere dei minori vittime di violenza domestica oggi sembra esser diventato impossibile in USA, se non dopo la morte di una delle vittime, in un sistema giudiziario che è stato convinto da teorie “farlocche” che le denunce per abusi e maltrattamenti presentate dalle madri siano tutte o quasi inattendibili, perché frutto di presunte e irrazionali, illogiche strumentalizzazioni materne. Ne' risulta più possibile proteggere dei minori abusati se tutto il sistema a ciò finalizzato esclude invece di ascoltare direttamente proprio i minori, considerandoli incapaci a prescindere, preferendo nominare dei Tutori, che in realtà essi stessi tutto fanno, meno che dare ascolto ai minori che dovrebbero proteggere. Un sistema che, se non fosse stato indottrinato alla teoria - gravemente infondata - secondo la quale un padre, sebbene violento e persino abusante, sia da considerare comunque una risorsa positiva per i suoi figli, per la loro crescita e per la formazione della loro identità personale e familiare, senz'altro avrebbe potuto ancora rispondere ai fini per i quali è stato costituito: la protezione dei minori.

Un sistema cosi indottrinato e fuorviato, anche dinanzi le prove di violenza più evidenti, finisce per creare ingiustizia e rendersi complice di efferati delitti, ritenendo kafkianamente pericolose     le madri protettive che denunciano la violenza e   reputando invece, presuntivamente e irrazionalmente, adeguati proprio i padri violenti.

Thomas Valva, 8 anni, viene ucciso dal padre il 17 gennaio 2020 a Long Island (NY) nella bella villa paterna: è l'ennesimo bambino vittima dei tribunali americani che, come quelli italiani ossessionati dal difendere una paternità travestita da un concetto di "bigenitorialità" astratta ed inautentica, hanno finito per esporre anche lui ed i suoi fratelli alla brutale violenza e alla sopraffazione paterna nonostante la separazione e le denunce materne. Il padre si chiama Michael Valva, poliziotto di NY, arrestato dalla polizia USA insieme alla nuova compagna Angela Pollina subito dopo l'omicidio di Thomas. Ad inchiodarlo proprio le telecamere sempre attive che egli aveva montato in ogni stanza della sua casa, compreso il garage.

Thomas, affetto da autismo, ed i due fratelli di 6 e 10 anni nonché la loro mamma Justyna Zubko-Valva, erano stati chiari nell'esprimere le loro paure fondate verso il padre Michael e nel ribadire la loro volontà e richiesta di essere protetti: richieste di aiuto rimaste inascoltate dai servizi sociali, dai tutori dei bambini e dagli stessi Giudici ed Avvocati che si erano occupati del loro caso, nonché dal Procuratore Distrettuale di Suffolk.

La mamma Justyna separandosi da M. Valva aveva denunciato gli abusi agiti dal padre dei suoi figli sui bambini, per anni, anche dopo la separazione: lo aveva detto al Giudice di Nassau e poi ripetuto costantemente nel 2018 al Giudice di appello di Suffolk, ma inutilmente. L'uomo, un poliziotto apparentemente inappuntabile, in realtà violento ed anaffettivo, perciò inadatto a fare il padre sebbene dicesse di amare i bambini, si era difeso sostenendo la strumentalità e falsità delle denunce della ex compagna e controdenunciando la donna, con la solita strategia processuale ben conosciuta: la rivendicazione dei propri diritti genitoriali presuntivamente ostacolati da una madre "pazza" o "isterica", comunque strumentalizzante.

Cosi i Giudici, non derogando da un pregiudizio ormai diffuso in tutto il mondo - tramite teorie “farlocche” di psicologia/psichiatria forense - avevano ritenuto inaffidabile la  madre, senza alcuna prova di questa inaffidabilità (desunta solo  dalle denunce medesime) e nonostante le numerose prove contrarie, portate in Giudizio da Yustina e le richieste di aiuto audioregistrate degli stessi  bambini, avendo  deciso   di  affidare in via esclusiva i bambini proprio al padre, di cui essi avevano terrore e con cui   nel frattempo avevano iniziato a convivere con Angela Pollina, la nuova compagna del padre,  e le sue  tre figlie in una grande casa a  Long Island. Una bella villa, troppo lussosa per lo stipendio non ricco di un semplice poliziotto americano.

La madre di Thomas ha mostrato al The Post l' ordine di protezione emesso contro di lei il 6 settembre 2017 dal giudice Hope Schwartz Zimmerman della contea di Nassau, che le aveva impedito per lunghi mesi qualsiasi contatto con i suoi tre figli: la prassi raccomandata dalle  terapie di reset di stampo gardneriano, solo dichiaratamente   finalizzate al superamento della paura/rifiuto cd "ingiustificato" dei minori verso i padri, in realta' attuate allo scopo di imbavagliare i  minori vittime di violenza ed impedire alle madri di continuare ad ottenere nuove notizie di crimini da denunciare. 

L' ordine ricevuto da Yustina era stato leggermente mitigato solo un anno dopo dal Giudice di Suffolk, che tuttavia aveva continuato a lasciare i bambini affidati al padre, nonostante le nuove prove audio e video depositate da questa madre, in cui i bambini avevano ricominciato a raccontarle gli abusi paterni, la loro paura di lui, le loro richieste di aiuto, le punizioni subite. Video in cui si vede il padre strattonare i figli e fargli del male, sol perché durante le visite materne nel frattempo ristabilite i tre ragazzini si dimostravano felici nel rivedere la donna. Audio in cui si sente il padre costringere i figli a recitare una litania, ripetendo "io amo papà...io amo Angela" (la nuova compagna del padre) e lo si sente arrabbiarsi quando i figli non imprimono la giusta convinzione nelle parole che devono ripetere.  Prove che venivano anch'esse ignorate per tutto il corso del procedimento nel 2019 e, perciò, Yustina decideva nel novembre 2019 di pubblicarle sul proprio account  twitter, aperto dal gennaio 2018,  dopo la prima sentenza del Giudice di Nassau, per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla situazione di pericolo dei suoi bambini  e sulla violenza agita dai tribunali della famiglia americani. Dopo i primi post del gennaio 2018 Yustina aveva tuttavia sospeso le denunce, evidentemente sperando nel Giudice di appello, quello della Contea di Suffolk. Ma invano. Cosi, ancora una volta tradita dalla Giustizia, era stata costretta a rivolgersi all'opinione pubblica, sperando che i figli potessero essere salvati e, come detto, proprio a novembre 2019 aveva ripreso a pubblicare documenti, video, audio in suo possesso. Tra questi documenti vi erano delle  relazioni  di psicologhe scolastiche che, allertate dalle insegnanti di Thomas e dei suoi fratelli,  avevano attenzionato le autorita' sulla situazione di maltrattamento subita dai fratelli Valva in cui si confermava il grave deperimento dei bambini, il fatto che ad 8 e 10 anni essi avessero di nuovo bisogno di indossare i pannolini, facendosi i bisogni addosso (un indice significativo di abusi che la junk science reinterpreta creativamente in vari altri modi fuorvianti, cosi come attestato da varie CTU italiane), la trascuratezza e  il fatto che fossero estremamente affamati, tanto da esser sopresi a frugare nella spazzatura al fine di trovare avanzi di cibo.

Nessuno tuttavia aveva dato credito né alle parole di Yustina, né a quelle di Thomas e dei fratelli, né alla psicologa né ai video e audio depositati. Neppure il tutore dei bambini lo aveva fatto, né i servizi sociali, né gli educatori, né gli Avvocati e neppure i Giudici. Nessuno, tra le mille figure istituzionali con le quali viene diabolicamente spezzettata la responsabilità finale, aveva voluto indagare o mettere in dubbio l'idoneità paterna. Nemmeno per un attimo. Nemmeno dinanzi le dichiarazioni di psicologhe scolastiche.

Tutto ciò fino alla morte di Thomas, avvenuta il 17 gennaio 2020.

Solo dopo il suo omicidio finalmente sono state avviate quelle indagini che avrebbero dovuto espletarsi ben prima. Gli investigatori hanno  perquisito la casa di Michael Valva e,  grazie all'analisi dell'impianto di sorveglianza strettissima con cui l'uomo    controllava e registrava ossessivamente i propri figli e le tre ragazze  della nuova compagna, è stato scoperto  che Thomas non fosse affatto morto per una caduta accidentale sul vialetto di casa, cosi come raccontato dal padre quella mattina del 17 gennaio 2020, ma probabilmente  ucciso dalle botte quotidiane paterne  (Thomas presentava  lesioni in testa e al volto), dal freddo patito durante tutta la notte nel garage gelido dove il padre lo aveva relegato per punizione, come spesso egli faceva,   nonostante le temperature freddissime di NY del gennaio 2020. Forse addirittura soffocato volontariamente dal padre, cosi come risulta impresso dalla registrazione al vaglio dei Giudici e riportata da molti giornalisti. "Che stai facendo con quella mano sulla bocca" avrebbe detto Angela Pollina a Michael Valva "lo sto soffocando" avrebbe risposto Michael.

Dalle videoregistrazioni è emerso che Thomas sarebbe stato abusato, seviziato e videoregistrato: le telecamere, sempre accese, erano anche nelle camere da letto degli altri bambini e le registrazioni in uso al Valva. Un comportamento che dalle videoregistrazioni è risultato abituale anche verso gli altri figli!

Timothy D. Sini, procuratore distrettuale della contea di Suffolk, ha descritto l'omicidio come "uno dei peggiori crimini che abbia mai visto". "La depravazione di questi imputati è scioccante", ha dichiarato Sini riferendosi sia a Michael Valva che alla nuova compagna Angela Pollina. "Hanno causato la morte di questo bambino e poi lo hanno visto morire”. (https://www.nytimes.com/2020/01/24/nyregion/michael-valva-thomas-nypd.html)

Dall'impianto di sorveglianza della grande casa di Long Island è acclarato che il padre punisse ripetutamente i ragazzi, negando loro il cibo e costringendoli a dormire sul pavimento di cemento del garage incompiuto, anche nelle notti  invernali, senza coperte o altro con cui ripararsi, in una zona dove le temperature scendono anche a - 20 gradi centigradi e l'umidità peggiora le condizioni ambientali di sopravvivenza.

Tuttavia solo dopo il 17 gennaio 2020 gli educatori avrebbero confermato che il fratello maggiore Anthony si sarebbe presentato a scuola in abiti "imbevuti di urina". Solo dopo la morte di Thomas i vicini, intervistati dai giornalisti, hanno dichiarato che, nonostante l'apparenza di normalità esibita dalla famiglia, avessero avvertito che qualcosa non andava: perché mai avevano visto i bambini giocare nel grande giardino intorno la loro casaSolo dopo la morte di Thomas, Amanda Wildman, una ex baby sitter assunta dal padre, ricorda il clima di terrore che si respirava nella casa di Michael Valva, sebbene volessero dare l'impressione di una famiglia perfetta. "It's sad. They wanted to give the impression they were the 'Brady Bunch' family when it was more like a home crashing,.....There was always screaming. The boys were constantly being yelled at. There never was a day where somebody wasn't screaming and the boys would just sit there quietly and take it." ( https://nypost.com/2020/01/24/nypd-cop-michael-valva-allegedly-taunted-son-thomas-valva-for-being-cold-before-died/ ).

Thomas dunque sarebbe morto proprio per gli abusi , anche sessuali,  e le continue vessazioni psicologiche e fisiche inflitte da un padre gravemente violento, che frequentemente puniva i figli affamandoli, picchiandoli, terrorizzandoli, costringendoli a distaccarsi dalla madre: proprio perché questa era l'unica a tentare di rivelare la verità sulla vera personalità ed i comportamenti abusanti di quest'uomo, alzando il velo da quell'immagine di perfezione che egli si era dato all'apparenza, anche con scatti fotografici natalizi da famiglia "perfetta", in realtà nascondendo un abisso di orrore. (in https://nypost.com/2020/01/24/nypd-cop-michael-valva-allegedly-taunted-son-thomas-valva-for-being-cold-before-died/)

Solo grazie alla morte di Thomas  i due fratellini  sono stati riaffidati alla mamma ed oggi vivono protetti. (https://nypost.com/2020/01/26/mom-siblings-of-thomas-valva-speak-at-emotional-vigil-for-the-boy/ )

In tutto ciò tuttavia emerge la complicità non solo della nuova compagna ma soprattutto quella  di un intero sistema Giudiziario e di protezione dei minori che tradisce le sue funzioni, gli scopi per i quali esiste.

"They are in extreme danger of their lives....They keep regressing in their development, they are not getting food, going to school hungry", aveva avvisato questa madre, rivolgendosi ai Giudici di Nassau e poi Suffolk, facendo presente  che, vivendo con il padre, essi stessero perdendo peso visibilmente e avessero ricominciato ad indossare i pannolini a 8 e 10 anni, regredendo sensibilmente ( https://nypost.com/2020/01/25/woman-charged-in-murder-of-nypd-cop-michael-valvas-son-loved-him/).

La mamma di Thomas ha dichiarato alla stampa che i suoi figli sono stati maltrattati per anni dal loro padre, ma anche ignorati da coloro che avevano l'autorità ed il dovere di proteggerli: "Ci sono così tante persone responsabili di questa tragedia", ha detto al The Post la signora Zubko-Valva. "The institutions that are supposed to protect the children protect the abusers", ha detto la donna, che aveva chiesto aiuto alle istituzioni affinché i figli fossero protetti dall'atteggiamento sadico paterno, ma invano. "My children are gonna die from the sadistic and abusive care of Michael Valva and Angela Pollina”, ella aveva avvertito i Giudici, gli assistenti sociali ed il Tutore.

Solo dalla fine gennaio la Suffolk County child welfare ha avviato indagini sul proprio operato, ma senza risultati apprezzabili: perché si sono subito trincerati dietro un falso problema di fondi economici e di mancanza di personale. Mentre la verità è che le relazioni fossero false e fuorvianti, cosi come dimostrato da Yustina.

L'autoreferenzialità del sistema si sarebbe rivelata  anche dinanzi la Corte penale.  La mamma di Thomas infatti ancor oggi continua a denunciare gli abusi istituzionali, che dunque  non avrebbero trovato fine: ella sarebbe  tenuta all'oscuro del fascicolo processuale sull'omicidio del figlio, non le sarebbe stata rilasciata copia dell'autopsia di Thomas nè dell'esito delle indagini finanziarie sui conti di Michael Valva, che sebbene fosse un semplice poliziotto non solo poteva permettersi una villa di lusso a Long Island, ma dagli estratti conto risulterebbero enormi entrate economiche ingiustificate, forse  riconducibili ad un  traffico di  immagini pedopornografiche. A Yustina non è stato permesso di presenziare al processo in corso presso la Corte Penale di Suffolk   sull'omicidio del figlio Thomas.  Yustina lamenta di non essere stata ancora ascoltata dall'ufficio del procuratore distrettuale della contea di Suffolk, neppure dopo la morte del figlio e nonostante le sue molteplici richieste, al fine di presentare la sua testimonianza relativa all'orribile abuso sessuale, fisico e mentale subito da tutti e tre i figli.  Il padre, come riferito da Yustina, dovrebbe essere processato non solo per omicidio e maltrattamenti fisici e mentali, ma anche per abuso sessuale, traffico di minori, sfruttamento sessuale e pornografia infantile (cosi  come l'installazione delle telecamere sempre attive anche nelle stanze dove sarebbero avvenuti gli abusi nonché  l'enorme quantità di denaro ricevuta sui suoi conti correnti avrebbero fatto subito intuire).

Michel Valva intanto, consigliato dal suo avvocato Lo Turco, a fine ottobre 2020 si è dimesso dalla polizia di NY: in tal modo riuscendo a riottenere tutti i versamenti da lui effettuati in 15 anni di servizio a fini previdenziali, più interessi, e ottenendo la chiusura di eventuali procedure disciplinari in corso.

Parliamo di un sistema, quello americano, che oggi risulta sempre più fuorviato e fuorviante, che non riesce più a proteggere i minori vittime di maltrattamenti domestici e abusi incestuosi, così come dimostrato dalle ricerche della Professoressa Joan Meier della George Washington University Law School.

Un sistema mutuato anche in Italia che da vari anni si va affermando in modo sempre più capillare, con esiti drammatici e perfettamente prevedibili che cominciano ad emergere sotto gli occhi di tutti, tanto da aver finalmente allertato la Commissione Femminicidio presieduta dalla Senatrice Valente, ma non anche la Commissione d’inchiesta sull’affido dei minori presieduta dall'On. Ascari.

Un sistema che ha già fatto le sue vittime anche in Italia: Federico Barakat, Andrea e Davide Iacovone, Gloria. Bambini uccisi dai loro padri violenti, che comunque avevano mantenuto il loro diritto di visita nonostante le denunce materne, rimaste inascoltate. Altri bambini italiani, di cui non si conoscono i nomi per motivi di privacy, proprio a causa di questo sistema hanno continuato ad essere maltrattati e persino abusati sessualmente dai loro padri   durante gli incontri protetti o perché riaffidati ad essi nonostante le denunce delle madri protettive: notizie che trapelano di tanto in tanto sulla stampa italiana. Moltissimi altri sono i bambini rivittimizzati, le cui storie non si conoscono semplicemente perché ancora non sono morti o non sono state raccontate.

 

Articolo a cura dell'Avv. Michela Nacca

 

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