"Resta in noi"

Resta in noi è l'ultimo libro di Stefania de Girolamo uscito nel febbraio di quest'anno per la Porto Seguro edizioni.

Si tratta di un romanzo distopico che ci porta fino all'anno 2050, dove i protagonisti, a differenza degli altri lavori dell'autrice, sono uomini, pur non mancando di figure femminili di eccezionale spessore come Eleonora, che accentra in sé tutto il bene che sembra andare perduto definitivamente.

La trama ruota intorno allo shifting, un termine pressoché sconosciuto, ma cui dobbiamo assolutamente prestare attenzione: sta a indicare una nuova pratica in uso fra i giovani che sembra abbia avuto origine da un documento desecretato della CIA, riguardante uno studio sul cervello umano e da cui scaturisce la possibilità di mettere in comunicazione l'emisfero sinistro e quello destro, attraverso varie tecniche di meditazione e rilassamento al fine di creare o ricreare realtà diverse da quelle che si vivono, con la possibilità di aiutarsi con sostanze e rischi immaginabili di vario genere.

Si racconta la storia di Gianluca, un ragazzo di diciassette anni già dedito allo shifting, cui viene praticato un Tso durante la stretta quarantena del 2020, quando incontra l'anziano Agostino con cui si instaura un'amicizia, che legherà l'uno all'altro anche oltre la morte.

L'uomo decide di vendere la sua villetta in riviera per andare a chiudersi in un ospizio, ma il fascicolo passa di mano in mano, molti si innamorano di quella casa che emana luce e amore, fanno di tutto per averla, ma alla fine rinunciano. Simbolo dell'occasione che viene data a ognuno più volte nella vita, quella di essere felici, di dare e ricevere amore o di fare la cosa giusta, la villetta non troverà un acquirente.

Sullo sfondo di una società alla deriva che giunge a sfiorare l'inferno con la schiavitù di uomini ormai soltanto bipedi incapaci di pensare, solo gli invisibili, emarginati e perseguitati, sembrano avere qualche possibilità di resistere al male.

Sono i giovani la principale preoccupazione delle caste di governanti che si adoperano per una manipolazione estrema e pur se a un certo punto non tutto sembra perduto – un bocciolo di rosa fiorirà nell'arido giardino della villetta a dare un'ultima speranza alla comunità – il terribile finale non lascia spazio a false illusioni.

Il forte messaggio che vuole darci l'autrice è tutto nel titolo “Resta in noi”: restino quindi in noi l'amore per la verità, per la giustizia, il desiderio di unione, la comunione di intenti, ma soprattutto l'attenzione ai nostri ragazzi, ormai quasi del tutto dimenticati.

 

Pubblicato da Direttrice Responsabile

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