Un bambino di un anno muore. Di freddo

Ore 2.26. L'organizzazione umanitaria Pcpm sul confine polacco riceve una segnalazione di richiesta di soccorso, per almeno una persona bisognosa di cure mediche.

Una famiglia viene trovata nella foresta: sono sdraiati sotto i pini, ricoperti da foglie secche nel disperato tentativo di ripararsi dal freddo. Il Padre è ferito a un braccio, la madre sanguina, ha uno squarcio in una gamba a causa di una coltellata.

Il figlio di un anno morto. Di freddo.

Da intere, lunghe settimane migliaia di migranti provenienti da Medio Oriente, le conseguenze vanno da 2.000 a 7.000 persone, sono accampati sul confine fra Bielorussia e Polonia, nel tentativo di entrare nella civile Europa.

Ma la civile Europa, parla, litiga, discute, avvia colloqui.

Il bambino muore. Di freddo.

Varsavia, sostenuta da Bruxelles, litiga con Minsk, sostenuta da Mosca. Una sorta di nuova guerra fredda fra Oriente e Occidente a colpi di sanzioni e di accuse: la Bielorussia sarebbe colpevole di “strumentalizzare in modo inumano e spudorato i flussi migratori per destabilizzare l'Unione Europea” (Jean Castex).

Un bambino di un anno muore. Di freddo.

A Bruxelless si lavora decidendo sempre più numerose sanzioni ai danni della Bielorussia, e procurando a Varsavia 114,5 milioni di Euro per contenere l'emergenza, specificando che non devono essere usati per costruire muri, non escludendo però la possibilità di “costruire barriere fisiche” (Eric Mamer portavoce dell'esecutivo comunitario). Un muro di filo spinato viene eretto a difesa del confine, fumi lacrimogeni e cannoni d'acqua vengono utilizzati per respingere qualunque tentativo dei migranti di oltrepassarlo.

Un bambino di un anno muore. Di freddo.

L'associazione Neos Kosmos riferisce che ai migranti vengono “negati diritti e assistenza sanitaria”. Questa parte della società civile polacca cerca di dare assistenza, denunciando inoltre le istituzioni civili che si stanno macchiando di crimini contro l'umanità e diffondendo informazioni nei Paesi di provenienza del flusso migratorio, nel tentativo di evitare ad altre persone che, in cerca di civiltà , finiscano invece nella trappola della disumanità.

E mentre il regime bielorusso, in una stanza calda, fa sapere di voler negoziare corridoi umanitari, Bruxelles, al caldo, promettere di tenere la linea dura, la Cancelliera Merkel annuncia di iniziare colloqui, in riscaldare stanze volere.

Un bambino di un anno muore. Di freddo.

 

Articolo a cura di Stefania De Girolamo

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