Storia di Chiara: “Il canto dei bambini”

Chiara percorreva il corridoio che conduceva all'aula in cui la stavano aspettando i bambini di quarta; tra non molto sarebbe iniziata l'ora di musica, l'unica, in una lunga settimana di scuola che vedeva impegnati gli scolari nell'attività didattica. Già dall'anno precedente, quando la maestra Chiara aveva richiesto l'orario part-time per serie ragioni di salute, le materie che la riguardavano erano, oltre ad educazione musicale, il seguire i bimbi nati in Italia, figli di genitori immigrati, nell'apprendimento della lingua italiana. Le provenienze erano soprattutto il Pakistan, la Cina, il Marocco e la Tunisia. Oltre a questi insegnamenti si occupava anche della Geografia; la prima e la terza competenza, musica e geografia, erano in genere considerate quasi secondarie e meno rilevanti delle altre ma la maestra "di secondo pelo" (entrata di ruolo alle elementari a 40 anni dopo una svolta definitiva della sua vita), non la pensava affatto così. Tra l'altro, personalmente le piaceva tantissimo la conoscenza e lo studio della geografia fin da quando era, lei stessa, ragazzina e per quanto concerne la musica ed il canto in particolare, lo praticava da sempre, anche avendo cantato in alcuni cori. Cosa c'è di meglio quindi che proporre ai bambini, in qualità di docente, argomenti di cui lei stessa era appassionata?

Chiara ricorda che, alla stessa età dei suoi piccoli scolari, la sua carissima maestra Giuseppina, originaria del Molise ed insegnante in quel di Modena, le faceva sempre intonare una canzoncina a cui seguivano e s'aggiungevano le voci delle compagne di classe della bambina. Quella mattina dunque, percorrendo il corridoio della scuola dove insegnava, arrivò all'aula di quarta. Entrò ed avvertì immediatamente quel fremito di attesa gioiosa che gli scolaretti faticavano a trattenere, ogni volta che la vedevano arrivare. Li salutò con un largo sorriso ed iniziò l'ora di educazione musicale; quel giorno avrebbero ricantato “Il cerchio della vita”, stupendo ed emozionante brano tratto dal lungometraggio animato “Il re leone”. Al termine dello stesso la maestra li coinvolse in momenti di uso della voce in cui veniva dosato il volume (più alto, gradualmente più basso fino ad arrivare alla mimica facciale): per questa sorta di esercizi Chiara utilizzava dei motivi provenienti dallo scoutismo. Questi divertenti esercizi, dopo aver raggiunto il momento della mimica labiale, si concludevano con un urlo poderoso che..... faceva saltare sulla sedia la maestra della classe adiacente nonostante le porte chiuse!!!!! E su una tal reazione della collega, di cui Chiara fu messa al corrente dalla stessa, lei e i suoi alunni si divertivano un sacco. Un'ora fa presto a passare; negli ultimi 10 minuti circa, Chiara li faceva alzare in piedi e col CD da cui usciva un brano allegro, si esprimevano in una sorta di liberi movimenti in liberi canto. Naturalmente il bambino pakistano con handicap lo eseguiva tenendo per le mani la maestra. Chi di voi non ha mai ascoltato e..... assaggiato le famose tagliatelle di nonna Pina? La collega delle ore successive, solitamente apriva la porta "nel mezzo della festa", non nascondendo una certa perplessità nel vedere che gli alunni di quarta non erano né fermi né zitti. Il suono della campanella che annunciava la ricreazione riportava poi il sorriso anche sul suo viso.

Dopo questo breve racconto di un'ordinaria lezione di musica mi piace affermare questo: ai bambini tutti piace cantare; quelli che, tra i tanti che ho conosciuto nella scuola, faticavano a far uscire la voce erano i ragazzini già condizionati negativamente dagli adulti e quindi davano segno di un'inibizione. Varie volte Chiara notò che, andando a seguito dei compagni più predisposti e più liberi, succedeva cantassero pure loro. E con vero piacere. Faccio presente inoltre che la voce è il primo degli strumenti musicali; non dico che sia il più semplice perché, per riuscire a cantare in modo intonato, occorre educarla ed esercitarla. Nessuna persona è irrimediabilmente stonata, esistono voci diverse ma a tutti è possibile scoprire la propria intonazione. Concludo con un'esortazione: grandi e bambini cerchiamo di cantare, o di farlo più spesso. Se ne traggono esclusivamente benefici, fisici ed emotivi.

Ritornando "all'ora di musica" della maestra Chiara, lei stessa è certa che i suoi scolari, nel tempo, manterranno un ricordo di quei momenti. Un ricordo certamente piacevole..... mi piace ora immaginare che, divenuti adulti, ad alcuni possano riaffiorare alla mente gli esercizi, fatti con lei, di uso della voce e, perché no, provare a rifarli, con il rischio, innocuo, che qualcuno che si trova a breve distanza, faccia un salto sulla sedia!!!! Come la collega della maestra Chiara. Nel divertimento dei presenti.

 

Racconto a cura di Daniela Minozzi

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