Cile: dalla parte di Carolina e del diritto all'acqua!

“Non parliamo mai perché sappiamo che nessuno ci proteggerà”

“Hanno minacciato di uccidermi.”

“Hanno cercato di investirmi con mio figlio”.

“Sconosciuti sono entrati più volte in casa mia, ma curiosamente non hanno mai rubato nulla”.

Questi sono alcuni degli episodi che devono subire ogni giorno Verónica, Carolina e Lorena di Mujeres Modatima, attiviste per la difesa dell’acqua, della terra e della protezione dell’ambiente della provincia di Petorca, Cile. Lotta ogni giorno e per questo ora rischia la vita. Trascorrono le loro giornate tra vessazioni, sorveglianza, minacce e stigmatizzazioni a causa del loro attivismo in difesa del diritto all’acqua, in zone dove la siccità e le sue conseguenze sulla salute e sulla vita delle comunità locali si trascinano da anni. Le attiviste di Mujeres Modatima sono costrette a sopportare attacchi e molestie, devono affrontano mille ostacoli quando cercano di denunciarli e spesso le indagini non vengono svolte.

l caso più grave è stato un tentativo di investimento in strada mentre l’attivista Carolina era con suo figlio di 12 anni, da parte di un furgone con vetri oscurati e senza targa.

Amnesty International ha lanciato un appello.

Carolina Vilches  Fuenzalida è attivista di  Mujeres Modatima e di altre organizzazioni. E’ amministratrice locale e parteciperà alla stesura della nuova Costituzione cilena essendo stata recentemente eletta nell’Assemblea Costituente. Da alcuni anni Carolina riceve minacce, tentativi di screditare la sua attività e aggressioni. Il caso più grave è stato un tentativo di investimento in strada mentre era con suo figlio di 12 anni da parte di un furgone con vetri oscurati e senza targa. Questo evento è avvenuto dopo aver denunciato una grande impresa agricola (El Peñón de Zapallar, che tuttora continua a lavorare nel territorio) che ha diverse fattorie e che, secondo lei, continua ad estrarre acqua senza misurarne l’impatto sulla comunità circostante.

In termini generali, il riconoscimento dell’accesso all’acqua come un diritto assume ancora maggiore importanza in questo momento. Infatti il processo di elaborazione di una nuova Costituzione, appena avviato in Cile, è un’occasione storica per raggiungere importanti traguardi nella tutela dell’ambiente e del territorio e far diventare il Cile un esempio per tutta la regione.

Inoltre, il Cile non ha ancora sottoscritto l’Accordo di Escazú, un trattato internazionale firmato da 24 nazioni latinoamericane e caraibiche riguardante i diritti di accesso all’informazione sull’ambiente, la partecipazione pubblica al processo decisionale ambientale, la giustizia ambientale e un ambiente sano e sostenibile per le generazioni attuali e future. Il trattato, il primo del mondo a prevedere specifiche norme a tutela dei difensori dell’ambiente, è entrato in vigore il 22 aprile di quest’anno.

Con la tua firma, faremo pressione sulle Procure della Repubblica e sulle forze di polizia per affrontare le denunce presentate da Mujeres Modatima e proteggerle nella loro difesa dell’acqua e dell’ambiente. Il loro lavoro è importante quanto l’acqua che difendono. Non possiamo lasciarle sole”.

Firma l’appello di Amnesty International: https://www.amnesty.it/appelli/cile-dalla-parte-di-carolina-e-del-diritto-allacqua/?utm_source=DEM&utm_medium=Email&utm_campaign=DEM8738

 

Articolo a cura di Lucia Ottavi

 

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