"Mi saltò addosso e mi violentò". La storia di Monica

Monica ha passato i 60 anni e a 18 anni ha subito uno stupro. Una violenza che ha impiegato decenni per raccontare. Dopo l'indegna arringa difensiva di Grillo per il figlio, rinviato a giudizio per stupro di gruppo su una diciannovenne, Monica ha deciso di raccontare la sua storia a Ilcoraggiodelledonne.it.

''Erano i gloriosi anni '70, anni di lotte e rivendicazioni. Io avevo 18 anni e insieme al mio fidanzato di allora, militavo in un partito politico che, almeno nella carta, era dalla parte dei più deboli. Quel giorno avevo preso parte ad un'assemblea di direttivo. Sul fare della sera, conclusa l'assemblea, il mio ragazzo si era fermato a discutere di massimi sistemi con gli altri segretari di sezione. Io ero stanca e gli chiesi di accompagnarmi a casa. Lui non aveva intenzione di rientrare, quindi chiese ad un "compagno" di accompagnarmi a casa e questi accettò. Era un uomo distinto, di mezza età, con la fede al dito, sembrava una persona affidabile.

Il viaggio in macchina iniziò in silenzio, non ci fu conversazione né pensò bene di presentarsi. A un certo punto questo "signore" fermò la macchina e, senza dire una parola, mi saltò addosso e mi violentò. Io rimasi lì muta, gelata, paralizzata, non mi mossi, non urlai, la voce non voleva uscire. Quando lui ebbe finito si richiuse la patta dei pantaloni e, sempre senza dire una parola, si rimise a guidare e mi condusse a casa. Scesi dall'auto, non lo salutai nemmeno, le gambe mi tremavano, il senso di colpa mi divorava. "Dovevi scappare!" Mi dicevo "Dovevi dargli un calcio sulle palle e fuggire!" "Sei stata stupida, hai accettato tutto senza reagire!" E con questo senso di colpa e inadeguatezza ho taciuto, non ho raccontato a nessuno quello che era accaduto per paura del giudizio. Ho taciuto per 40 anni, eppure ancora adesso mentre parlo dell'"orco senza nome" mi tremano le mani''.

 

Articolo a cura di Lucia Ottavi

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