Per non dimenticare Barbara, uccisa con 17 coltellate dal suo stalker

Barbara Rauch, 28 anni, chiamata da tutti Babsy, madre di una bambina di tre anni, è stata trovata morta nella notte tra il 9 e il 10 marzo 2020 in una frazione della provincia di Bolzano.

Il corpo senza vita si trovava nell’enoteca di cui la donna era titolare, “Bordeaux keller”, e a dare l’allarme il compagno il quale, non vedendo tornare la moglie e non riuscendo a rintracciarla, si reca sul posto e trova il cadavere. Quasi contemporaneamente dei passanti avevano visto il corpo della donna riverso sul pavimento del locale attraverso una finestra e hanno chiamato aiuto.

Il corpo, ricoperto di lesioni, fa presumere un’aggressione da arma da taglio. L’esito dell’autopsia confermerà 17 coltellate, di cui una letale, diretta al cuore. Qualche ora dopo viene fermato nei pressi della propria abitazione Lukas Oberhauser, 25 anni, un conoscente della vittima, che era stato visto aggirarsi intorno al luogo e nell’ora del delitto dalle telecamere di videosorveglianza della zona. I due si erano conosciuti qualche anno prima e lui si era innamorato. Comincia a perseguitarla, in maniera tanto ossessiva che nel 2019 Babsy lo denuncia per stalking. Per l’Oberhauser era stato emesso un divieto di avvicinamento che però aveva violato e quindi aveva fatto scattare l’arresto. Nell’agosto viene revocato il provvedimento cautelare e l’uomo si trovava quindi a piede libero.

Durante l’interrogatorio l’uomo ammette il delitto e viene condotto in carcere con l’accusa di omicidio volontario.

Per non dimenticare Barbara Rauch.

 

Articolo a cura di Lucia Ottavi

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