Xi Jinping: “Se giocate col fuoco, finirete col bruciarvi”

 

Qualche mese fa tentai di porre l'attenzione su problematiche internazionali molto più pericolose della guerra in Ucraina che per molti iniziava alla fine di febbraio di quest'anno.

L'ultimatum dato da Putin il 18 dicembre scorso, con scadenza 31 gennaio, venne deliberatamente ignorato da tutti i capi di Stato, non ultimi gli europei, come se le dure parole del presidente russo fossero un mero capriccio, per il semplice fatto che non era nei piani degli occidentali scongiurare una guerra con la Russia, tutt'altro.

Il Mar Baltico, il fronte occidentale e Taiwan erano e sono tuttora un maggior rischio rispetto alla questione ucraina: in questi giorni tutti i media si spendono, troppo tardi, a scrivere e disquisire sulla questione Taiwan che, ancora una volta deliberatamente ignorata da tutti, sale agli onori delle cronache perché gli Usa hanno pensato bene di sorvolare sulle affermazioni del presidente cinese Xi Jinping: “Se giocate col fuoco, finirete col bruciarvi”.

Come la Russia aveva detto chiaramente che non voleva intromissioni della Nato (si legga Usa) in Ucraina, allo stesso modo la Cina non voleva intromissioni in Taiwan, ex Formosa, ora Repubblica di Cina, separatista, non riconosciuta dalla Repubblica Popolare Cinese, né dagli Usa, né dall'Unione Europea.

La visita ufficiale di Nancy Pelosi, rappresentando di fatto un riconoscimento della sovranità di un Paese, è un affronto agli accordi presi col comunicato di Shanghai del 1972 e agli avvertimenti di Xi Jinping dei giorni scorsi.

Ora, perché mai gli Stati Uniti hanno tutto questo interesse per Taiwan?

Il presidente Biden ha provato a giocarsi ancora una volta la carta della democrazia, l'obiettivo squisitamente americano di avere a cuore l'esportazione della propria democrazia, dei valori di giustizia e verità; non dimentichiamo però che nel frattempo uccide a Kabul (proprio da quell'Afghanistan dal quale le truppe americane se ne erano andate con la coda fra le gambe) al Zawahiri capo di al-Qaida, asserendo subito dopo che “giustizia è stata fatta”, confermando ancora una volta che secondo gli abitanti del Nuovo Mondo (derubato) la vera giustizia siano la vendetta e la condanna a morte.

In realtà se l'Ucraina, definita dai geologi “scudo ucraino” possiede giacimenti di litio di altissimo potenziale indispensabile per la produzione di microchip, Taiwan è uno dei primi fornitori al mondo degli stessi: a questo punto viene da domandarsi se gli States abbiano più a cuore la democrazia o la produzione di microchip, la cui domanda è in continua crescita.

In sostanza, mettiamo da parte tutti i nostri vecchi e superati valori di giustizia, accoglienza, tolleranza e fratellanza, quel che desideriamo realmente è non perdere il nostro posto nella produzione di microchip, perché ci porterà lavoro, soldi, benessere, ricchezza e potere, e pazienza se qualcuno si troverà costretto a gettare giù qualche bomba di troppo, qualche sacrificio val bene la prosperità del futuro.

 

Articolo a cura di Stefania de Girolamo

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