Luna Rossa (Episodio 26)

“Buongiorno procuratore, c’è la signora Rippo, la giornalista, vorrebbe vederla. Dice che ha informazioni importanti per lei” disse l’agente Rubini sulla porta dell’ufficio.

“La faccia passare” disse Maddalena.

La giornata era caldissima e solo un piccolo ventilatore messo all’angolo della scrivania riusciva, con quel minimo di ventilazione, a darle un po’ di sollievo.  “Buongiorno dottoressa Lipari, grazie di avermi ricevuta subito. Ho un telefono e un indirizzo che riguarda la signora Novak. In realtà non è mai tornata in Polonia, ma abita a Mondovì, in Piemonte, da anni ormai. Tramite una persona con cui è rimasta in contatto finalmente l’ho trovata. Credo sia disposta a parlare con lei, l’ho contattata giorni fa. Inizialmente era restia, ma quando le ho raccontato il caso Anna Ridolfi ci ha ripensato. Credo abbia molto da raccontarle riguardo a Pardi”.

Maddalena guardò quella donna apparentemente eccentrica e beffarda e pensò che a volte le apparenze non corrispondono a ciò che una persona è in realtà: “Grazie per le sue informazioni, serviranno a fare luce su questa faccenda che presenta tanti punti oscuri, specie su Paolo Pardi” disse.

Lella sorrise, ma una vena di malinconia le si leggeva negli occhi truccatissimi.

“Anche gli uomini considerati migliori, vincenti e che hanno una credibilità sociale possono essere dei violenti con la propria moglie o compagna. Cominciano con il denigrarti, farti credere di essere sbagliata, ti isolano e poi si passa alle botte se ti ribelli. Purtroppo, di questi uomini ce ne sono molti, ma raramente la pagano perché alla fine la colpa è sempre delle donne che certe situazioni se le vanno a cercare. Procuratore, noi donne siamo ancora considerate  delle non-persone, entità morali che rispecchiano codici di comportamento sociale fatti dagli uomini. Avevo tredici anni, ma il mio corpo forse ne dimostrava di più, una fioritura precoce di femminilità che mi faceva notare in quel piccolo paese del Lazio dove vivevo con la mia famiglia. Un ragazzo molto più grande si invaghì di me. Lì per lì le sue attenzioni mi fecero sentire importante, ma quando poi cominciò a seguirmi e a tentare di baciarmi, toccarmi, mi spaventai a morte. Non dissi nulla a mia madre, avevo paura di essere sgridata e piano piano evitai di uscire con le amiche e di trovarmi in situazioni dove avrei potuto incontrarlo. A volte lo trovavo fuori dalla scuola, ma scappavo o stavo sempre in gruppo. Pensavo fosse finita e invece quell’estate successe ciò che non ho ancora dimenticato e che mi ha segnato a vita. Già, una violenza in una sera d’estate, mentre i fuochi d’artificio coprivano le mie urla, in quel vicolo deserto dal quale ero passata per recarmi a casa di mia nonna pensando di non essere vista. Li riconosco i predatori, dottoressa, sento il loro odore fetido che il profumo di perbenismo che si danno addosso non riesce a coprire. Non ho parlato per tanto tempo di questa mia storia, sa? Ci sono voluti anni e una terapia prima di riuscire a non sentirmi sporca e colpevole. E penso quanti silenzi ci sono ancora oggi di chi non riesce neanche a denunciare per paura di non essere creduta”.

Maddalena strinse forte le mani di quella donna che le si era mostrata nella sua sofferenza e nudità e l’accompagnò alla porta dell’ufficio, tenendole delicatamente una mano sulla spalla: “La ringrazio per tutto e per la fiducia che ha avuto in me, le farò sapere presto Lella” disse, guardando allontanarsi nel corridoio quella donna spavalda dal cuore ferito.

“Pronto, la signora Novak? Buongiorno, sono la Procuratore Lipari dalla procura di Arezzo, la chiamo per Paolo Pardi”.

“Aspettavo la sua chiamata e, se vuole, posso venire da lei ad Arezzo. C’è una mia amica a Cortona che voglio rivedere” disse la donna.

“Bene, allora possiamo fare mercoledì 24 giugno alle 10?”

“Bene, ci sarò. Arrivederci”.

Maddalena aprì la finestra della stanza. Finalmente un po’ di vento spezzava la calura di quella giornata. Pensò che il caso Pardi-Ridolfi, che ormai riempiva le prime pagine dei giornali locali, fosse a un punto di svolta. Un messaggio di Giacomo che la invitava a cena a casa sua la distolse dai suoi pensieri. Sorrise mentre si avviava verso casa. …continua.

 

Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale

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