Luna Rossa (Episodio 20)

Maddalena si svegliò con il rumore del mare che giungeva come una musica dal balcone socchiuso. Si preparò velocemente e scese a fare colazione nel delizioso giardino dell’albergo limitrofo alla spiaggia. La giornata si annunciava calda e si rese conto che i suoi abiti erano ormai troppo pesanti in quella precoce estate siciliana.  Decise di fare un giro per trovare qualcosa di più leggero e la ragazza della reception le consigliò un negozio accanto che vendeva vestiti, gonne, magliette e sandali.

Il negozietto si trovava a pochi metri di distanza e in vetrina aveva degli abiti davvero belli. La proprietaria era una giovane donna, Luisa, con la quale legò subito, che dopo aver lavorato per alcuni anni a Parigi in una casa di moda importante, aveva deciso di tornare in Sicilia e creare una piccola impresa nella quale aveva assunto sarte che cucivano gonne, camicie e abiti che lei stessa disegnava.

Le donne che lavoravano per lei venivano da situazioni di povertà e maltrattamenti e avevano trovato rifugio in una ex masseria dove aveva sede l’impresa che si chiamava “La casa di Selene”, in riferimento alla dea lunare simbolo del femminile. Era la dimostrazione che le donne possono fare impresa, rendersi autonome e uscire così da situazioni di violenza. Maddalena provò molti capi e alla fine, consigliata da Luisa, scelse tre vestiti leggeri e un completo pantalone di lino in stile orientale. Uscì dal negozio indossando un abito di cotone leggero celeste stampato a minuscoli gelsomini bianchi e ai piedi dei sandali argentati. Per la prima volta scelse un abito che non la copriva e lasciò i capelli sciolti che creavano anelli di ricci intorno al suo viso.

Giunse a casa di zia Rosina, a Catania, in tarda mattinata e restò per qualche minuto a osservare la facciata del palazzo di fronte al quale si trovava parco Bellini. Maddalena si rivide piccola al balcone mentre osservava gli altri bambini che giocavano nel parco, mentre lei non poteva andarci perché alla zia doleva la testa.

Ricordò le vacanze dal collegio trascorse fra quelle stanze, con le persiane chiuse. Soltanto qualche volta la signora Chiara, un’amica di famiglia, la portava al mare.

“Arrivasti finalmente! Pensavo che ti fossi scordata di me” disse Rosina con lo stesso tono tra il lamento e il rimprovero.

“Zia, Agatina è morta e mi ha amato e protetto sino a che ha potuto. Lei voleva salutarmi per l’ultima volta e rivelarmi la verità su un avvenimento tragico che ha condizionato la mia vita”.

“Che dici Maddalena? Quale fatto tragico poteva sapere quella povera mezza scimunita che tua madre aveva preso a casa per carità cristiana?”

“No, zia, mi ha fatto ricordare com’è morta la mamma perché quella sera io ero presente, ho sentito tuo fratello, mio padre, che urlava contro e mamma che piangeva, poi silenzio e Agatina che mi ha portato via.

“Maddalena io non posso credere a quello che dici, Alfio amava Elena non le avrebbe mai fatto del male”.

“No zia, di male ne ha fatto tanto. Ha cominciato a ucciderla piano piano umiliandola, facendola sentire una nullità sino a eliminarla fisicamente. Poi è passato a me, facendomi sentire invisibile, e anche tu non sei stata migliore di lui nel farmi sentire sbagliata e non meritevole di amore. Se non fosse stato per Agatina forse sarei rimasta per tutta la vita in preda a incubi e incapace di credere che potevo essere amata. Ora capisco perché mi evitava, gli ricordavo troppo la mamma e il male che aveva commesso”.

“Ti giuro che non sapevo niente” disse Rosina singhiozzando. “A quel tempo mio padre era ancora vivo e io stavo con lui per assisterlo. Venivo raramente a Perla, e alla sua morte restai a Catania, non mi è mai piaciuto stare in quel paese, tornai solo quando morì tua madre, due mesi dopo la morte di papà. Non ho mai saputo niente, ti giuro, di questa storia. Vedevo Alfio strano e sfuggente, ma credevo fosse per la perdita di Elena. E poi quello fu un periodo difficile anche per me, ero sfinita dopo aver assistito per anni i miei genitori, prima mamma, poi papà. Perché sono le figlie, e non i maschi, specie se non sposate, che devono pensarci e io avevo trascorso la mia giovinezza a obbedire ai miei genitori e a mio fratello che mi hanno impedito di sposare l’unico uomo del quale sia stata innamorata perché dicevano che non era alla mia altezza perché di famiglia umile. Pure Alfio si impose e a nulla valsero le mie ragioni, i miei sentimenti. Ebbi una forte depressione e diventai quella che conosci, incapace di dimostrare affetto e chiusa, ormai che sono vecchia, in un mondo di ricordi che mi aiuta a non morire. Fu tuo padre a volerti mandare in collegio e io non dissi niente, anzi, mi sentii sollevata da una responsabilità che non volevo prendermi”.

Maddalena rimase stupita di questo rivelarsi della zia che le appariva ora in tutta la sua fragilità, dietro quella maschera di superbia e lamentele che era riuscita a togliersi per cercare di restituirle quello che non era riuscita a darle in tutti quegli anni. …continua.

 

Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale

 

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