Luna Rossa (Episodio 17)

“Ù sarvavi pe tia” disse Agatina con un filo di voce riferendosi al vecchio libro che Maddalena teneva in mano. “L’ho conservato per tutti questi anni perché non si perdesse e almeno avessi un ricordo di tua madre. Appena morta l’avvocato fece sparire tutte le cose della povera signora Elena, quasi come non fosse mai esistita. Tutti dissero per il grande dolore, ma credo che invece sia stato per il rimorso”.

Agatina piano piano si appisolò e Maddalena uscì dalla stanza in silenzio, ma dentro di sé urlava di dolore insieme a quella sua parte bambina rimasta accovacciata per terra, inascoltata, dietro quella porta semichiusa per tutti quegli anni.

Chiese una sigaretta a Salvatore, il marito di Santa, e uscì sul terrazzino perché aveva bisogno di aria fresca. Erano anni che aveva smesso di fumare, ma adesso compiere quell’atto banale l’aiutava a reggere emotivamente le rivelazioni che avevano aperto una breccia nel muro difensivo che per anni l’aveva protetta dai suoi ricordi. Riuscì solo a mangiare una granita di mandorle e poi si ritirò nel salotto in cui Santa le aveva preparato una branda di fortuna: “Mi raccomando Santa, svegliami se vedi che Agatina si aggrava” disse Maddalena prima di accomiatarsi. Si distese stremata sul letto e si addormentò senza neppure spogliarsi.

Eleonora Staiano mangiava la sua pizza ormai fredda mentre leggeva gli appunti delle testimonianze che aveva raccolto nel pomeriggio. Purtroppo, Argia Tommasini non ricordava il cognome della ragazza che lei diceva essere stata violentata in fabbrica da Pardi, ma solo il nome: Daniela. Però ricordava che era di un paesino vicino alla Verna, Rimbocchi, un piccolo borgo dove tutti si conoscevano.

Decise di andarci il giorno seguente, dopo aver incontrato Anna Ridolfi che non vedeva da qualche giorno. Quella giovane donna le faceva tenerezza ed era convinta dicesse la verità. Certamente aveva vissuto un inferno con quell’uomo dall’apparenza perbene, ma di cui si percepiva a intuito la lunga esperienza come predatore crudele. Anche se sembrano inattaccabili e riescono a ingannare, questi individui in realtà compiono tutta una serie di piccoli errori che vanno soltanto individuati e messi insieme, come in un puzzle. Intanto avrebbe trovato Daniela, sperando che volesse collaborare.

Maddalena camminava nella zona liminare tra terra e acqua e una voce dolce le diceva: “Vieni amore di mamma, vieni che leggiamo la favola”. Lei le accarezzava i capelli e la riempiva di baci. Non riusciva a vederla, sentiva solo quella voce che narrava la storia di una principessa triste che vagava alla ricerca del suo amore perduto in una notte di luna rossa in cui tutto è possibile, anche ritrovare chi non c’è più. Poi, all’improvviso, una voce minacciosa e il mare che comincia ad agitarsi.

“Lascia stare la bambina!” grida la voce e dopo un pianto infantile, disperato, mentre due mani la staccano di forza da quel calore.

“Mamma, mammina mia” e una porta che si chiude violentemente e la piccola che rimane accovacciata per terra con il libro stretto tra le braccia. Poi la porta sbattuta che si riapre, uno spiraglio sull’inferno mentre quell’uomo urla e mamma piange. Dopo una figura familiare, Agatina, che l’abbraccia e la porta via.

“Signora Maddalena, signora Maddalena! State male? Chiamavate piangendo vostra madre, scusatemi tanto, ma la zia respira male, rantola credo stia morendo”.

“Un brutto sogno, Santa, un brutto sogno. Arrivo subito”.

Le quattro e mezzo e già il canto degli uccelli preannunciava una nuova alba. Maddalena cercò di ricomporsi alla meglio ma il cuore le batteva all’impazzata mentre un dolore profondo, troppo a lungo nascosto, l’aveva invasa come le acque del sogno. Il dolore di bambina insieme a quello di una donna che aveva vissuto solo a metà senza quel pezzo d’infanzia rubata che nessuno avrebbe potuto restituirle.

Agatina ormai respirava a fatica, ma la riconobbe e le porse la mano. Maddalena la strinse forte e all’orecchio di Agatina sussurrò: “Grazie per tutto quello che hai fatto per me e per ciò che oggi mi hai restituito”.

Lei le strinse la mano e rivolse lo sguardo al cielo per farle capire che l’avrebbe guardata da lassù, le sorrise lievemente e spirò. … continua

 

Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale

 

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