La Buono Costruzioni sfida il futuro con l’innovazione

Abbiamo incontrato l’Ing. Antonio Buono, amministratore unico societario della pregiatissima Buono Costruzioni. Un’azienda, con sede a Venafro (IS), in Via Ospedale n°8, fondata l’8 agosto 1986 dall’Ing. Antonio Buono, all’insegna del rispetto per la terra, i suoi uomini e la sua storia.

Ing. Buono ci racconta come tutto è cominciato?

Tutto è iniziato per caso. Ero studente di ingegneria ed il mio pensiero era rivolto al conseguimento della laurea per poter, successivamente, esercitare la professione. Invece, grazie a mio fratello (geometra), ed alla sua attività di impresa, ho scoperto la mia passione per il mondo dell'imprenditoria e, in particolare, per il mondo dell'edilizia. Così ho deciso di impegnarmi in questo settore e, a distanza di 35 anni di attività, ritengo di aver fatto la scelta giusta.

Partiamo con la definizione del “costruire”, cosa intende lei per costruire, ovvero della capacità di realizzare costruzioni?

Dennis Poon, responsabile strutturale di alcuni dei grattacieli più famosi nel mondo (Petronas Towers, il Taipei 101, la Shanghai Tower, il Burj Khalifa e l’erigenda Kingdom Tower), dichiara: “L’ingegneria rappresenta il modo ideale con la quale è possibile spiegare un progetto a tutti”.

La Buono Costruzioni opera da trentacinque anni nell’osservanza delle procedure di qualità e sicurezza. Lavorate rispondendo con competenza, affidabilità e grande disponibilità alle esigenze degli enti pubblici e dei privati. Restauro, costruzione di edifici, ristrutturazioni, realizzazioni di impianti idraulici ed elettrici e scavi archeologici sono gli ambiti di vostra competenza. Quali sono state le sfide più difficili a cui ha dovuto fare fronte e la commessa più complessa in termini assoluti?

Far comprendere ai collaboratori che il valore umano e la dignità delle persone, unitamente alla sicurezza, sono gli elementi fondanti di un'impresa. Far capire ciò non è stato facile e tutt’ora ho difficoltà a trasmettere questi semplici concetti, soprattutto nel trasmetterlo al mondo esterno alla nostra Impresa, ovvero ai miei colleghi imprenditori. Per quanto riguarda la commessa in assoluto più complessa (anche se, ad onore del vero, diverse sono state le sfide), è stata quella riguardante il Castello di Bagnoli nel Molise, un rudere oggi divenuto un manufatto ricostruito all’80% e fruibile. Altra sfida è stata quella dei lavori sulle mura medievali del 1500 a Ravenna, realizzati con prodotti innovativi e, soprattutto, nel rispetto del loro valore.

Ad oggi si sente molto parlare di ecosostenibilità. Quali importanti innovazioni hanno subìto l’ingegneria e l’edilizia e come pensa si possano ulteriormente valorizzare?

Certamente rispetto al passato c'è molta più attenzione e ricerca verso materiali sostenibili. Molto è cambiato anche nell'edilizia. Infatti, l'Impresa Ing. Antonio Buono S.r.l. vanta la certificazione ISO 14000:2015, ovvero vanta la conformità del sistema di gestione ambientale dell'organizzazione a tale norma. Ma, da sempre, l'impresa opera nel rispetto dell'ambiente e continuiamo a farlo anche, ad esempio, nel nostro cantiere a San Benedetto dei Marsi. Quando si parla di sostenibilità non è da intendere solo dal punto di vista ambientale, ma anche ​dal punto di vista sociale. Questo noi lo decliniamo nella consapevolezza della dignità del lavoro e degli uomini e delle donne (in maggioranza tra gli amministrativi).

 

Cosa intende lei per arte o fatto artistico nelle strutture?

Per volare non bastano le ali che ciascuno di noi ha nell'anima, ci vuole anche il cielo. E ve n’è uno più bello dell'arte? Bisogna sentirsi rapiti, attratti, estasiati, incantati. Solo così possiamo comprendere, interpretare e rispettare il manufatto per il suo valore storico, artistico, culturale e sociale.

Siete un’azienda solida per struttura e competenze e ricettivi nell’accogliere le sfide del futuro: la bioedilizia, le nuove tecnologie, la costruzione di spazi flessibili e reversibili in grado di rispondere alle esigenze contemporanee. Inoltre vi occupate di progettare, proporre e gestire interventi di efficientamento energetico delle strutture energivore – pubbliche e private – agendo anche attraverso il meccanismo del finanziamento tramite terzi. In tale ipotesi l’impresa finanzia tutti i costi e le spese del programma di intervento (ricerche, ingegneria, materiale, costi di lavoro, avviamento delle operazioni, valutazione e utilizzazione dei risultati), recuperando il costo totale dell’investimento ed il proprio profitto, in proporzione ed in base al risparmio che risulta dal progetto. Nel complimentarmi per l’attività svolta in tutti questi anni, sono a chiederle quali sono le sfide del futuro della Buono Costruzioni?

Nell'immediato futuro le nostre attenzioni sono rivolte a questa opportunità offerta del Superbonus 110%, quindi dall’ecobonus e dal sismabonus. E qui si ritorna, tra l'altro, al tema della sostenibilità, il motore delle sfide che ci attendono nel futuro e per le quali non ci faremo trovare impreparati.

 

Articolo a cura di Lucia Ottavi

 

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